Violenza sessuale di gruppo fuori dalla discoteca, carcere per quattro
Lo stupro avvenne fuori da un locale di Mantova. La Cassazione ha respinto i ricorsi, rendendo perciò definitive le dure condanne
Reggio Emilia Con il rigetto dei ricorsi da parte della Cassazione – che ha reso definitive le relative condanne in Appello – si stanno aprendo in queste ore alla spicciolata le porte del carcere per i quattro giovani (tre reggiani e un cremonese) finiti oltre tre anni fa nel mirino della giustizia per uno stupro di gruppo dopo una serata in discoteca. Già in cella a Crotone – da ieri – Nicola Benigno, 23 anni residente a Cutro e domiciliato a Cadelbosco Sopra (difeso dall’avvocato Federico De Belvis). Ancora agli arresti domiciliari in attesa dell’esecuzione della pena Raffaele Iembo, nato a Crotone e residente a Gussola (Cremona), 26 anni, difeso dall’avvocato Francesca Basco, ma anche Alex Benigno, 22 anni residente a Cutro, e Salvatore Gaetano, 23 anni residente a Cutro (entrambi però erano domiciliati nel Reggiano e difesi dall’avvocato Luigi Colacino).
Lungo l’iter giudiziario i quattro erano stati prima incarcerati (nell’ottobre 2019), poi avevano ottenuto gli arresti domiciliari. Nei due gradi di giudizio (con rito abbreviato) dure le condanne emesse, specie nei confronti dei Benigno e di Gaetano, giunte a 7 anni di reclusione in Appello a Brescia. Di recente la Cassazione ha messo la parola “fine” su questa delicata vicenda.
La notte da incubo risale al 23 giugno 2019. La ragazza veronese – al tempo 21enne – era uscita in compagnia di un amico: insieme erano entrati in un bar di Nogara e poi alla discoteca Mascara di Mantova. È a quel punto che lei aveva incontrato un altro ragazzo che, una settimana prima, aveva conosciuto in un altro locale e con lui si era messa a ballare, mentre l’accompagnatore se ne andava. Dopo aver ballato e bevuto, lei aveva accettato di essere riportata a casa dal ragazzo. Gli amici di lui c’erano, ma avevano un’altra vettura e le loro strade parevano essersi divise. Invece, non lontano dal locale, vicino a un boschetto, i quattro amici compiendo una manovra in retromarcia erano tornati dalla coppia. La ragazza era stata tirata fuori dall’auto, scaraventata a terra e violentata. Erano le quattro di notte e non era finita lì, perché l’avevano caricata in auto, una Ford Fiesta, e a bordo erano continuate le violenze. Finché a Bonferraro, già in provincia di Verona, la ragazza era stata abbandonata in strada senza telefonino e senza soldi (aveva con sè 100 euro), portati via dal branco. Gli investigatori si sono serviti delle telecamere di sorveglianza della disco e delle strade per arrivare agli aggressori, identificati in cinque giovani. Il quinto, cutrese ma reggiano d’adozione, non avendo ancora compiuto i 18 anni all’epoca dei fatti, è stato giudicato dal Tribunale dei minori.
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