Pioggia dopo la neve: gli impianti sciistici l’8 non aprono
Non sono bastate le precipitazioni dei giorni scorsi
Ventasso Ancora una volta, è il clima a giocare contro le stazioni sciistiche del crinale reggiano: l’annunciata apertura degli impianti sciistici a Cerreto Laghi e Ventasso, l’8 dicembre, non potrà avvenire.
A sostenere le speranze nei giorni scorsi c’erano state le nevicate in quota, che a Cerreto ad esempio avevano portato fino a 40 centimetri. Ma poi la situazione è profondamente cambiata, come spiega Marco Giannarelli, della società TurismoAppennino che gestisce gli impianti: «Purtroppo c’è stato un rialzo delle temperature: sono arrivate nuove precipitazioni in questi giorni, ma anziché neve è caduta la pioggia, che ha sciolto tutta quella che si era depositata. Aprire per l’8 dicembre sarà impossibile». Una situazione che sconforta gli operatori, che comunque sperano a metà mese in un cambio del meteo. «Sembra che potrebbe esserci un abbassamento delle temperature dal 12 – conclude Giannarelli – e speriamo che sia così, ovviamente se ci saranno le condizioni attiveremo anche l’impianto per l’innevamento artificiale. Per noi resta fondamentale il periodo delle festività, lì si concentra buona parte dell’indotto stagionale. Noi comunque siamo pronti e operativi».
Un quadro che viene confermato anche dal sindaco di Ventasso, Enrico Ferretti, che è anche delegato al turismo per l’Unione Appennino: «Purtroppo non sarà è possibile aprire per l’8, ma Cerreto Laghi avrà comunque tutti i servizi aperti, ristoranti, negozi, alberghi: non dimentichiamo che le località turistiche dell’Appennino lo sono a tutto tondo, e quindi è possibile venirci a trovare per escursioni e passeggiate. Poi speriamo di poter attivare gli impianti a breve, sono una componente essenziale per nostro indotto». E c’è un’altra struttura che aiuterebbe a completare l’offerta turistica del crinale: il palaghiaccio di Cerreto. Dopo 4 anni di chiusura, nelle ultime settimane con l’installazione dei nuovi motori, il piano-pista è pronto per la produzione del ghiaccio. «Restano pochissimi lavori di completamento per poter riaprire, ma dobbiamo individuare la modalità di affidamento e gestione della struttura. Sono aspetti che stiamo valutando nell’ambito dell’Unione, perché il Palaghiaccio è una struttura di importanza comprensoriale, e con i lavori effettuati si aprono prospettive davvero rilevanti anche per raduni e stage di nazionali di pattinaggio sul ghiaccio» conclude. Non si spinge a prevedere una data di apertura, ma se tutto andasse con ritmo serrato, potrebbe essere anche nei primi mesi del 2023. l
L.T.
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