Tentata violenza sessuale su minore. Agli arresti domiciliari un 57enne
Ad accusarlo è l’amica della figlia, una sedicenne ospite in casa
Val d’Enza Un uomo di 57 anni, residente in un Comune della Val d’Enza, è stato arrestato per l’ipotesi di reato di tentata violenza sessuale ai danni di una minorenne. Un’accusa grave: ancor di più se si considera che a puntare il dito contro di lui è una sedicenne, amica della figlia dell’uomo, che quest’ultimo avrebbe insidiato mentre si trovava a casa sua.
«È tutto un enorme equivoco», si è difeso ieri l’imputato in tribunale durante l’interrogatorio di garanzia.
La delicata vicenda è emersa qualche mese, quando la ragazzina si è confidata con i famigliari riferendo di aver subìto avances a sfondo sessuale da parte dell’adulto, del quale i genitori della ragazza si fidavano perché padre di una delle migliori amiche della sedicenne: le due ragazze si frequentavano spesso e i genitori non avevano alcun sospetto. Perciò, quando la sedicenne ha riferito di quell’approccio esplicito – si tratterebbe di un solo episodio, palpeggiamenti che sarebbero avvenuti in casa in un momento in cui la minore e l’adulto erano soli – la madre della sedicenne, furibonda, ha sporto denuncia, avviando le indagini condotte dai carabinieri della locale caserma.
A seguito dei dovuti approfondimenti e riscontri raccolti dai carabinieri, nei giorni scorsi, su richiesta della Procura, il gup Dario De Luca ha emesso un’ordinanza di arresti domiciliari. L’interrogatorio di garanzia dell’imputato, davanti allo stesso giudice, si è svolto ieri.
Il 57enne, accanto al suo avvocato difensore, ha risposto a tutte le domande, fornendo la sua versione dei fatti. Il padre di famiglia – incensurato e con due figlie – è parso molto provato e ha respinto con forza l’addebito, negando di aver insidiato la ragazza. L’adulto ha dichiarato di non ritenersi responsabile e ha chiarito determinate circostanze, raccontando che la giovane doveva aver frainteso le sue parole e i suoi gesti. Il legale del 57enne ha sottolineato che il suo assistito non ha alcun precedente e ha chiesto una misura meno afflittiva: in particolare, ha domandato l’autorizzazione per il 57enne, stimato dipendente di un’azienda, di potersi recare al lavoro. Il gip si è riservato di decidere.
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