Si chiude la storia di Foto Artioli: novant’anni di scatti da ricordare
Il 31 dicembre alle 19.30 i tre soci abbasseranno la saracinesca per l’ultima volta
Reggio Emilia Il centro storico si prepara a dire addio a un altro pezzo della sua storia. Dopo quasi un secolo indissolubilmente intrecciato alle vite di migliaia di famiglie di Reggio Emilia e dintorni, a fine anno Foto Artioli abbasserà la serranda per sempre.
Aperto nel 1932 al civico 9 di via Emilia San Pietro (anche se a Novellara un ufficio dello studio era già presente dal 1918) da Virgilio Artioli, nel 1986, anno della scomparsa dell’indimenticato fotografo ritrattista reggiano, l’attività venne rilevata da quattro soci, tre dei quali l’hanno portata avanti orgogliosamente fino ad oggi: Stefano Rossi, Marco Moratti (detto “Mamo”) e Carla Canovi (più conosciuta come “la Carlina”). Rossi e Moratti dal 1981 al 1987 sono stati i primi fotografi della Gazzetta di Reggio (fondata nel 1981, appunto), scattando le fotografie, qua e là per la nostra provincia, che hanno contribuito a rendere popolare il nostro giornale negli anni Ottanta. Ieri l’annuncio della imminente chiusura, già arrivato alle orecchie dei clienti più affezionati, è sbarcato anche sui social della storica attività reggiana. «Dopo 90 anni Foto Artioli chiude i battenti. Se volete venirci a salutare, stampare foto o comprare gli ultimi regali di Natale ci trovate aperti fino al 31 dicembre», si poteva leggere sulla pagina Facebook.
Oggi, con una certa dose di dispiacere nel cuore, Stefano Rossi è giunto ai ringraziamenti. «Abbiamo sempre lavorato con una bella clientela, tenendo alto il nome Artioli in città – le sue parole – siamo orgogliosi del nostro lavoro di questi anni e alla città oggi mi sento di dire grazie». Negli anni nemmeno l’insegna “Artioli”, collante con un passato che i soci hanno sempre voluto preservare, è mai stata tolta dalla facciata del palazzo.
«Certo un po’ di rammarico per come sono andate le cose in centro storico c’è – ammette il fotografo reggiano, che così come il suo socio Marco Moratti continuerà a lavorare da libero professionista – le persone ormai sono abituate ai centri commerciali e l’online ha contribuito ad uccidere i piccoli negozi. A questo, nell’ultimo periodo, si è aggiunta anche la cristi energetica. In più Carla Canovi va in pensione e tutti questi fattori insieme ci hanno portato alla decisione di chiudere».
«I nostri clienti sono dispiaciuti – continua Rossi – quando lo hanno saputo è stato un susseguirsi di “ma come”, “perché”, “non potete chiudere”. Molti sono affezionati. Da qui, per farsi fotografare, sono passate migliaia di persone della provincia e anche da fuori».
Foto Artioli oggi vanta un archivio popolato da oltre 100mila negativi su lastra di vetro che raccontano quasi settant’anni di storia della città, precisamente dal 1956 a oggi. «È pieno di ricordi della nostra provincia e non solo – racconta il fotografo – i vecchi ritoccatori di lastre mi dicevano che venivano anche da altre città per i ritratti di Artioli e noi abbiamo continuato questa tradizione». Questo patrimonio presto dovrà cercare una casa diversa dallo studio in via Emilia San Pietro e Rossi spera che possa essere la biblioteca Panizzi, che già conserva circa 90.000 negativi, sempre su lastra di vetro, dello studio di Virgilio Artioli risalenti al periodo precedente (1932-1956). Un fondo che comprende principalmente ritratti degli abitanti di Reggio Emilia e dintorni, ritratti sia singoli, per formato tessera, sia di famiglia.
Il 31 dicembre – come già detto – per Foto Artioli si chiuderà l’ultimo capitolo della sua lunga storia. Nessuna festa o momento formale di saluto, semplicemente «lavoreremo tutto il giorno fino alle 19.30». E ripete: «Grazie alla città».
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