L’Aceto balsamico punta al riconoscimento Unesco
La Confraternita ha avanzato la candidatura
Scandiano Le circa 6mila batterie di aceto balsamico tradizionale a conduzione famigliare, gelosamente custodite nei sottotetti nelle province di Reggio Emilia e Modena, potrebbero presto diventare Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Un riconoscimento conferito a 631 entità in tutto il mondo, di cui solo 15 in Italia.
La candidatura per ottenere l’ambito riconoscimento è stata avanzata dalla Confraternita dell’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia (con sede a Scandiano) e dalla Consorteria dell’aceto balsamico tradizionale di Modena (con sede a Spilamberto).
L’eventuale riconoscimento dell’Unesco potrebbe far seguito a un altro importante traguardo: l’inserimento da parte del Ministero delle politiche agricole e forestali dell’aceto balsamico tradizionale nell’Inventario nazionale del patrimonio agroalimentare italiano (Inpai), come elemento di «socialità, arte del saper fare e cultura popolare dell’Emilia centrale». Anche in questo caso, Confraternita e Consorteria hanno avanzato la proposta di iscrizione all’Inpai.
Si tratterebbe di risultati prestigiosi per la Confraternita, un’associazione non-profit che ha sede nella splendida Torre dell’orologio di Scandiano. Un sodalizio nato 36 anni fa col proposito di divulgare l’arte, la cultura e la scienza dell’oro nero custodito, in alcuni casi, per secoli da famiglie reggiane.
Un prodotto che, oggi come nel passato, non ha valore commerciale, ma ha una valenza simbolica elevatissima. «Pensare che i produttori famigliari di balsamico tradizionale – ha affermato il presidente della Confraternita, Francesco Cattini – nelle loro soffitte possano custodire, nel loro piccolo, un bene che potrebbe ricevere il suggello di patrimonio culturale dell’Unesco, è una grande emozione. Sarebbe un onore immenso ottenere questo riconoscimento da parte dell’Unesco, molto selettivo nei suoi conferimenti. Pier Giorgio Oliveti, segretario di Citta Slow, è un nostro ambasciatore nel mondo: recentemente ha consegnato tre campioni di aceto balsamico tradizionale ad autorità coreane, giapponesi e canadesi».
A livello locale, sono molteplici le iniziative portate avanti dalla Confraternita. Dal 2011, promuove in tutta la provincia la raccolta dei campioni di aceto balsamico tradizionale a conduzione familiare per i vari “palietti” comunali.
Ogni anno, attraverso gli alfieri di zona, sono centinaia i campioni raccolti da hobbisti o famiglie che nel silenzio dei loro solai coltivano questa nobile tradizione. Poi, tra tutti i campioni raccolti, vengono organizzati il “Palio Matildico” e il “Palio della Bassa” per decretare i migliori in assoluto.
Nel novero delle attività educative e divulgative, spiccano varie pubblicazioni: un libro per bambini sull’aceto balsamico, il periodico “Il botticello d’argento” e saggi sulla tecnica, storia e cucina dell’oro nero reggiano. E poi tanta cultura sul territorio coi banchetti che vengono approntati nelle varie manifestazioni popolari che si tengono in provincia, con cottura di mosto e divulgazione.
Senza dimenticare i corsi di assaggio e conduzione di acetaia, e le collaborazioni con le facoltà universitarie di agraria. La Confraternita gestisce anche undici acetaie comunali promosse su tutto il territorio provinciale dalle varie amministrazioni locali.
Si tratta di acetaie pubbliche senza finalità commerciali situate in suggestive residenze storiche, per tenere viva la riscoperta dell’aceto balsamico tradizionale da parte di tanti appassionati, creare interesse con visite aperte alla cittadinanza, creare suggestivi luoghi di rappresentanza, e donare ampolle del prezioso prodotto, a nome della comunità intera, a illustri ospiti o a coppie di novelli sposi.
Infine, il passo dalla passione alla scienza è breve: nella sede dell’associazione è stato costruito un laboratorio per l’analisi chimica di qualsiasi tipo di aceto (sia balsamico che di vino) per misurarne l’acidità, il grado zuccherino, la viscosità e il grado alcolico. Ad occuparsene è il vicepresidente della Confraternita Guido Bellamico, laureato in Chimica. l
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