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L’azienda dell’assessore Manfreda è stata esclusa dalla White list

Miriam Figliuolo
L’azienda dell’assessore Manfreda è stata esclusa dalla White list

Lui: «Faccio ricorso. Pronto a dimettermi». Il sindaco: «Prima devo capire»

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Casina «La mia azienda non è oggetto di interdittiva antimafia. Tra dicembre 2021 e gennaio 2022 ho inoltrato alla Prefettura di Reggio Emilia richiesta d’iscrizione alla White list provinciale. Venti giorni fa, con mio grande stupore, ho avuto comunicazione di diniego». Spiega così, uscendo allo scoperto, e dicendosi «basito» da quanto sta succedendo, l’assessore ai Lavori pubblici di Casina, Tommaso Manfreda, titolare di un’azienda di costruzioni e ristrutturazioni con sede in via Simonini 1/1 a Casina. Le dichiarazioni avvengono dopo che da diversi giorni si rincorrono i rumors in merito a provvedimenti preventivi della prefettura reggiana contro il rischio di esposizione a infiltrazioni mafiose a carico di casinesi.

Perché questo diniego da parte della Prefettura?

«Il prefetto Iolanda Rolli svolge verifiche e incrocia dati: le mie origini cutresi e la vicinanza con un’altra azienda che, nello stesso periodo, è stata invece colpita da interdittiva antimafia, ha forse provocato la decisione. Loro sono al civico 1 e la mia è al civico 1/1. A 500 metri di distanza. Ma io con questa ditta e questa famiglia non ho mai avuto rapporti. Li conosco, ovvio, il paese è piccolo... Dai controlli è risultato che loro hanno parenti stretti condannati per mafia e ora dovranno dimostrare il contrario. Io, per parte mia, dimostrerò che con la mafia non ho nulla a che fare. I miei avvocati (i legali Pompeo Azzolini e Dominico Noris Bucchi del Foro reggiano, ndr) stanno già preparando il ricorso».

Perché ha avanzato la richiesta se non ha interesse a lavorare per il Pubblico?

«Non ho cantieri pubblici. Mai fatti e non mi interessa. Ma essere nella White list per un’azienda è sempre una cosa positiva. Senza contare che io sono stato uno dei primi sostenitori di questo tipo di strumento. E ora mi ritrovo in questa situazione... Sono basito. Anche per il fatto che sia uscito il mio nome...».

Pensa ci sia dell’altro?

«Non so: è anche una questione di privacy. A Reggio sono state emanate diverse interdittive, ma non ho mai visto nomi e cognomi finora... Anche questo un aspetto che dovrà essere chiarito».

Cosa succederà ora? A lei e all’amministrazione locale? Si dimette?

«Ne ho parlato con il sindaco. Sono pronto a farlo anche subito. Questo è un ruolo che mi è stato offerto. Per me è volontariato. Un modo per aiutare la comunità».

Interpellato il sindaco Stefano Costi commenta: «Prima di prendere qualsiasi decisione dobbiamo capire di cosa si sta parlando. Me ne sto occupando con i nostri avvocati. Tommaso è nato qua. Lo conosco che era bambino. Quando le cose ci saranno più chiare allora valuteremo». l


 

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