Alessia, Sara e gli altri: quando la normalità è essere eroi dentro
Viaggio tra le storie alla "10 miglia" della Maratona di Reggio Emilia
Reggio Emilia Alessia ha scelto il costume di Wonder Woman come una scelta di vita. Dopo una malattia grave, intende vivere ogni giorno come una meraviglia, trasformandosi nel quotidiano in WonderAle.
Sara ha coinvolto dalla carrozzina a tre ruote con cui gareggia con il suo entusiasmo Papa Francesco e fatto appassionare alla corsa il padre Paolo che ormai la segue ovunque, anche nella città del Tricolore.
L’evento “10 miglia di Reggio Emilia” è ben più di un contorno della 26ª Maratona cittadina. L’appuntamento è dedicato ai supereroi e lungo il percorso si notano tanti corridori in costume.
Batman, Spiderman, Iron Man, Wonder Woman sono alcuni personaggi mutuati dall’universo dei fumetti e di Hollywood. La realtà di scena a Reggio Emilia sorprende più del cinema.
Alessia Bellino è rinata anche grazie all’atletica. Nel 2015 Alessia è stata chiamata da una malattia chiamata encefalopatia autoimmune. Amante delle scarpette da corsa, ha riconquistato la capacità di camminare e correre gradualmente, in un percorso da lei stessa assimilato a una maratona.
«Il clima a Reggio Emilia è sempre meraviglioso – assicura l’atleta del Gruppo Interforze, accompagnata dal compagno Luca Paltrinieri nei panni da Uomo Ragno –. Ho fatto per tre volte la maratona. Stavolta, per infortuni vari non ci sono riuscita e quindi ho rimediato con la “10 miglia”. Nel 2023 spero di fare altre due maratone».
Bellino chiude i 17 chilometri della dieci miglia con il tempo di 1h47’32”. Paolo Vargetto (Athletica Vaticana) ferma il cronometro sul 1h28’58”, in sinergia con la figlia Sara.
La mascotte dell’unica polisportiva della Santa Sede si alterna tra la pallacanestro in carrozzina e la corsa, coinvolgendo il padre Paolo.
Il 20 maggio del 2020 la famiglia ha incontrato Papa Francesco e il pontefice, dopo aver parlato con lei, ha apprezzato «il volto solidale dello sport».
Un valore che sia il padre sia la e figlia hanno scoperto anche nella città del Tricolore. «La manifestazione di ieri è stata molto bella – garantisce Sara –. Mi è dispiaciuto aver avuto un problema alla carrozzina. Da grande spero di essere un’atleta affermata: per me è come una scelta d’obbligo e metto tutto il mio impegno per realizzare il mio progetto».
Nelle parole della figlia il padre identifica un elemento chiave: atleta, senza alcuna etichetta. «L’aspetto più bello per me è vedere Sara che viene trattata come un’atleta normale», sottolinea il padre con un sorriso.
Paolo ringrazia la città del Tricolore per l’accoglienza. «È sempre un’emozione correre a Reggio Emilia – afferma il padre – ed è sempre bello vedere le altre persone che ci incitano».
Il genitore riflette infine sul tema dei supereroi. «L’importante è essere persone comuni che cercano di divertirsi», conclude Paolo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
