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Il lutto

Il teatro ricorda “Chicca”: «Sgomenti e increduli»

Il teatro ricorda “Chicca”: «Sgomenti e increduli»

L’intervento della Fondazione in memoria di Federica Borghi

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Reggio Emilia «Tutti ci chiediamo un perché, senza trovare una risposta».

La Fondazione I Teatri ricorda la 55enne Federica “Chicca” Borghi, morta sul divano di casa. La donna era figlia di Bruno Borghi, ex direttore della stessa Fondazione reggiana.

«Caro Bruno, sgomenti e increduli, non possiamo che stringerci forte a te e ai tuoi cari – il ricordo della Fondazione, affidato ai social network –. Molti di noi hanno avuto il privilegio di conoscere la tua Chicca, ed ora tutti ci chiediamo un perché, senza trovare una risposta».

La presenza della Fondazione è silenziosa e significativa al tempo stesso. «Il silenzio di parole non è silenzio di sentimenti, caro Bruno», si legge ancora nel post.

La firma del contenuto digitale è carica di affetto: «La tua famiglia del Teatro, che per tanti anni hai diretto».

Alle 20 di ieri, il post aveva raccolto 65 commenti, otto condivisioni e 237 reazioni. Tantissimi i messaggi di vicinanza alla famiglia: al padre, alla madre Graziella, al fratello Massimo, al marito Andrea e alla figlia Margherita.

L’immagine che rimane è quella di una donna sorridente davanti a una candelina su una torta, in occasione del suo 55esimo compleanno.

Chicca lavorava al Cis (Unindustria Reggio Emilia) ed era stata anche insegnante di nuoto. Era particolarmente felice in questo periodo perché l’adorata figlia Margherita aveva superato l’esame prova per accedere alla facoltà di Medicina.

«La Chicca era molto Bruno»: la frase con cui la ricordano al teatro di Reggio Emilia, dove era molto conosciuta e apprezzata per i valori umani, in affinità con quelli del padre Bruno.

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