Gazzetta di Reggio

Reggio

Toano

Morto nel pozzo: oggi la Cassazione decide sul carcere a figlia e genero

Jacopo Della Porta
Morto nel pozzo: oggi la Cassazione decide sul carcere a figlia e genero

Si discute il ricorso dell’avvocato difensore D’Andrea

3 MINUTI DI LETTURA





Toano Silvia Pedrazzini e Riccardo Guida devono tornare dietro le sbarre? Dipende da quello che deciderà oggi la Cassazione, di fronte alla quale approda il ricorso presentato dall’avvocato difensore dei coniugi, Ernesto D’Andrea, contro l’ordinanza del Riesame di Bologna dello scorso luglio che aveva disposto di ripristinare la custodia cautelare in carcere.

L’indagine è quella relativa al ritrovamento lo scorso 12 maggio, in un pozzo chiuso con una pesante lastra a Cerrè Marabino, del 77enne Giuseppe Pedrazzini.

Silvia Pedrazzini, 37 anni, figlia della vittima, Riccardo Guida, 44, genero, e Marta Ghilardini, 66, vedova (tutelata dall’avvocata Rita Gilioli), sono indagati per omicidio, sequestro di persona, distruzione di cadavere e truffa (per aver ritirato la pensione della vittima dopo il suo decesso).

Il 16 maggio il gip Dario De Luca non aveva convalidato i fermi e aveva scarcerato gli indagati, disponendo l’obbligo di firma e di soggiorno soltanto per i reati di distruzione di cadavere e truffa.

Da allora la moglie di Giuseppe ha l’obbligo di vivere a Toano, mentre i coniugi Pedrazzini-Guida hanno il divieto di vivere in regione (sono a Suzzara di Mantova).

Il pm Piera Cristina Giannusa, però, aveva presentato ricorso, convinta che fossero necessarie misure cautelari più restrittive, e il tribunale della Libertà aveva disposto la custodia cautelare in carcere per la figlia Silvia e per il genero Guida. Per i giudici bolognesi la misura più afflittiva deve applicarsi non solo sui reati di truffa e distruzione di cadavere, ma anche per sequestro di persona. «Gli inquisiti hanno manifestato un totale disprezzo per la vita umana e in particolare per quella del loro congiunto, in quanto hanno fatto del danaro l’unico metro di misura della propria e dell’altrui esistenza» ha scritto il Riesame.

Le misure cautelari sono rimaste sospese e non esecutive fino a quando non diventeranno definitive, cioè fino a una decisione della Cassazione. L’avvocato D’Andrea ha presentato ricorso: il legale ritiene che l’accusa di sequestro di persona sia infondata, così come quella di omicidio, pertanto non sussisterebbero le esigenze cautelari.

La decisione della Corte Suprema sarà nota entro domani mattina.

Le indagini sulla morte del 77enne si misero in moto dopo la denuncia di un nipote dell’uomo. Da mesi la famiglia di origine di Giuseppe non riusciva a ottenere informazioni, né a parlare con lui. Quando iniziarono le ricerche, nella stessa giornata, un cane dei carabinieri di Bologna fiutò qualcosa vicino al pozzo artesiano, coperto da un masso. Il giorno seguente, il 12 maggio, i vigili del fuoco hanno recuperato il cadavere. I sospetti si sono indirizzati sui parenti più stretti perché gli altri hanno riferito di essere stati respinti per mesi da moglie, figlia e genero. Gli indagati negano di aver segretato l’anziano agricoltore, così come di averlo ucciso.


© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google