Rally, sequestrata l’auto della tragedia Aperta un’indagine per omicidio stradale
Profondo lutto in tutto l’Appennino per la morte della 53enne navigatrice Barbara Incerti. Il figlio: «Porteremo la mamma a casa». Il pilota Cassinadri dovrà essere operato: è fuori pericolo
Reggio Emilia La procura di Verona ha aperto un’indagine per omicidio stradale sulla tragedia durante il rally costata la vita alla 53enne di Carpineti, la navigatrice Barbara Incerti. Dopo l’incidente, il compagno e pilota Nicola Cassinadri è ancora ricoverato. L’apertura del fascicolo è un atto dovuto, che ha comportato anche il sequestro della macchina, la Peugeot di proprietà del pilota. Il magistrato competente non pare intenzionato a disporre l’autopsia, ma la decisione ufficiale sarà resa nota solo oggi.
L’incidente si è verificato sabato scorso alle 11 al Rally del Veneto, nel territorio di Badia Calavena. L’impensabile è accaduto durante la seconda prova speciale del mattino: una delle vetture impegnata nella gara è uscita di strada ribaltandosi all’altezza della frazione Santissima Trinità. Il mezzo ha perso aderenza sull’asfalto ed è uscito improvvisamente dalla carreggiata, piombando in una scarpata sottostante: uno schianto terribile, un volo di cinque metri nel quale l’auto si è cappottata più volte fermandosi con le ruote all’insù.
I primi soccorritori (gli organizzatori e i carabinieri) si sono trovati davanti a una scena terribile: il pilota che chiedeva aiuto è stato estratto, mentre per la compagna navigatrice i sanitari hanno tentato a lungo la rianimazione. Il cuore di Barbara, però, non batteva già più.
L’equipaggio 38 era formato da una coppia legata dall’amore e dalla passione per il rally: Barbara Incerti, 53 anni, era conosciutissima perché titolare di una panetteria a Casina (la famiglia gestisce il forno di Marola), oltre ad essere una volontaria della Croce rossa impegnata nella comunità. Da tempo Barbara accompagnava nei rally, quando poteva, il compagno Nicola Cassinadri, 50 anni, anch’egli molto conosciuto in quanto titolare de La Cantinetta di Felina, un’enoteca all’ingrosso che rifornisce numerosi locali e attività della zona.
Ieri è stato il giorno del lutto nell’Appennino per la morte di Barbara, legatissima alla natìa Marola, e di apprensione per le condizioni di Nicola, ricoverato nell’ospedale di Borgo Trento e vegliato dagli stretti congiunti.
«Domani (oggi per chi legge, ndr) farò visita alla famiglia di Barbara: sono distrutti, il dolore è troppo grosso per tutti – ha dichiarato il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini – Mi preoccupa lo stato di salute di Nicola».
In realtà le condizioni sanitarie del pilota fanno ben sperare. Il 50enne non è in prognosi riservata: è vigile e, purtroppo, consapevole dell’accaduto. Gli esami cui è stato sottoposto hanno escluso traumi neurologici; Nicola ha riportato diverse fratture ed è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia, dove sarà sottoposto a interventi appena possibile. Il paziente è miracolosamente fuori pericolo, anche se la convalescenza sarà lunga e impegnativa.
A impensierire piuttosto è lo choc subìto e l’aspetto psicologico, visto che da quando ha avuto conferma che la sua Barbara non c’è più Nicola non riesce a darsi pace ed è in uno stato di profonda prostrazione.
«Dai non mollare, ti stiamo vicini», è uno delle migliaia di messaggi sul web lasciati dagli amici della coppia. «Tenete duro – ha scritto Motoracing e Amici dei Motori – Ciao Barbara, siamo increduli per questo infame destino. Ti ricordiamo così, con il tuo sorriso, in mezzo ai motori».
La cena di Natale di Motoracing al parco Tegge di Felina, prevista per oggi, è stata annullata. «Un Natale amaro, che non ci saremmo mai aspettati – ha dichiarato Pietro Dallari del Motoracing di Felina – Non ci spieghiamo l’incidente: Nicola è un pilota esperto e a lui, in questo momento, è rivolto il nostro pensiero. Vorremmo ricordare Barbara in qualche modo, ma siamo ancora sconvolti, è troppo presto».
Anche gli amici della Croce rossa di Casina, ieri, hanno voluto ricordare la 53enne con un minuto di silenzio. «Oggi è un giorno tristissimo – è stato il post degli amici della Cri – La comunità di gente che aiuta, come amavi definirci tu, ha perso qualcuno di prezioso. Abbiamo perso una volontaria, abbiamo perso un’amica, abbiamo perso il tuo sorriso e la tua voglia di fare. Ci mancherai».
Ieri i familiari di Barbara – i figli Matteo e Andrea, la mamma Gabriella Ferrari e i fratelli Fabrizio e Davide, titolari del forno di Marola – si sono uniti in un dolore profondissimo. «Siamo tutti qui in casa, non siamo partiti per Verona, per ora non è necessario – ha spiegato il figlio Matteo Giovani, fra le lacrime – È stato avviato l’iter per portare la mamma a casa, speriamo in tempi brevi. Siamo distrutti». l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
