Raffica di auto rimosse per la maratona di Reggio Emilia
Multato anche un atleta: «Costa meno andare a New York»
Reggio Emilia Come ogni anno la 26esima maratona di Reggio ha fatto strage di auto: nella notte tra sabato e domenica sono state 42 le macchine rimosse per un conto salatissimo di 300 euro.
Piero Artese, 27 anni, manager del Matilde Bistrot e residente in corso Garibaldi, è stato tra coloro che hanno scoperto che la loro auto era stata rimossa. «Ho dovuto pagare una cifra folle per recuperare la mia Nissan Qashqai: 265 euro, più 42 euro per la multa del divieto di sosta. Il bello è che sono stato contattato alle 4 di notte, mentre dormivo; la mattina seguente ho provato a telefonare invano alla polizia locale per otto volte, senza risposta. Se non mi fossi informato in questura e non fossi volato all’autofficina entro le 18 avrei pure pagato la maggiorazione». Artese ritiene di avere subito «un’ingiustizia, così come altri esercenti di corso Garibaldi e viale Montegrappa». E lancia un appello: «C’è bisogno di unirsi per protestare. Chi ha subìto la mia stessa sorte può venire di persona nel locale (in vicolo del Folletto 1/C) o telefonare al numero 348-0507241».
La stessa sgradita sorpresa è toccata al maratoneta Emanuele Tomba, 55 anni, abitante in provincia di Perugia, che non ha più ritrovato la sua Mercedes in corso Garibaldi. Tomba ha inviato una lettera di protesta al Comune, per raccontare «un fatto increscioso di cui sono stato vittima nella vostra bellissima città. Sabato pomeriggio sono arrivato per disputare la maratona: tornavo a Reggio dopo undici anni dall’ultima gara, avevo un bel ricordo di questa città. Ho prenotato un mese prima uno dei migliori hotel del centro e ho chiesto all’albergo per telefono dove poter parcheggiare: i posti auto riservati dell’hotel erano esauriti, mi è stato detto, ma potevo parcheggiare nelle linee blu pagando la sosta fino alle 20. Erano le 19: ho pagato un’ora, ero tranquillo. Dopo aver corso la maratona, alle 15 sono tornato a prendere la macchina e con mia grande sorpresa era stata rimossa: c’era un cartello con scritto “zona rimozione” che la sera precedente non c’era. Su indicazione dell’hotel contattavo l’azienda titolare della rimozione che mi confermava la rimozione del mezzo. Arrivato lì devo pagare 265 euro e sul parabrezza c’era una multa di 42 euro; dopo di me sono arrivati altri ragazzi malcapitati. Mi rivolgo all’assessore e al sindaco: è questo il trattamento riservato a un turista? Ritengo l’accaduto molto grave, ingiusto e inopportuno. Ho fatto maratone in tante città italiane e di solito gli spazi off-limits sono transennati dal giorno prima. È stato un disagio e un danno economico notevole».
Lo sfortunato 55enne ha dichiarato di aver fatto una segnalazione a Striscia La Notizia. «Ho solo seguito le indicazioni. Alla fine tra rimozione, viaggio e soggiorno, la maratona di Reggio mi è costata parecchio: con quella somma potevo volare a New York».
«Capisco il disagio del maratoneta turista. Capisco meno le proteste dei residenti, visto che i cartelli di rimozione sono stati posizionati quattro giorni prima della manifestazione. Assicuro che la legge impone una verifica scrupolosa sulla regolarità dei cartelli, con tanto di annotazione delle targhe già parcheggiate prima del divieto – ha replicato il comandante della polizia locale Stefano Poma – Nelle precedenti edizioni della maratona le rimozioni erano state maggiori, segno che quest’anno l’informazione non è mancata».
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