Cgil e Uil in sciopero contro Meloni: «La Finanziaria? Peggio del previsto»
Venerdì 16 dicembre la mobilitazione da via Emilia San Pietro verso la Prefettura
Reggio Emilia «Peggio del previsto». La legge di bilancio discussa in Parlamento compatta la Cgil e la Uil in uno sciopero generale.
Venerdì 16 dicembre i due sindacati confederali danno appuntamento alle 9 in via Emilia San Pietro, ad angolo con viale Montegrappa. Dal luogo partirà un corteo fino alla Prefettura, dove l’arrivo è stimato intorno alle 11.30.
«Diciamo no a una Finanziaria che strizza l’occhio agli evasori fiscali attraverso una politica sbagliata di condoni – attacca Cristian Sesena, segretario provinciale della Cgil Reggio Emilia –, peggiorando le condizioni dei pensionati. La legge Finanziaria è anche nemica dei giovani e dei lavoratori».
Sesena presenta un esempio legato al mondo degli ospedali. «La sanità di Reggio Emilia è sotto di 82 milioni di euro – rimarca il segretario provinciale –. A Reggio Emilia spetterebbero 120 milioni di euro per quanto prodotto negli anni della pandemia. Erano attese almeno le risorse per poter rientrare dallo scoperto. Adesso però ci dicono che non ci sono affatto risorse».
I rischi avvertiti dal sindacalista sono evidenti. «I servizi sanitari rischiano di aumentare i costi delle proprie prestazioni – aggiunge Sesena –, senza contare i possibili aumenti delle tasse da parte della Regione e le possibili derive di privatizzazione, come da sempre».
Per i due sindacati, la manovra sta disattendendo quanto auspicato dal governo Meloni. «Il taglio del cuneo fiscale è lontanissimo da quanto avevamo chiesto – prosegue Sesena – I lavoratori che guadagnano ventimila euro all’anno avranno un aumento netto di undici euro: un’inezia».
La linea resta dura anche per le pensioni. «Non adeguarle al costo della vita è un’operazione sbagliatissima – ammonisce il segretario provinciale – Chi riceve un assegno netto di 1.400 euro al mese dopo 41 anni di contributi si aspetta di avere un riconoscimento che permetta loro di vivere. Gli anziani sono spesso i bancomat dei figli, dei generi e dei nipoti. Nella finanziaria ci sono grandi assenze e inquietanti presenze, come le politiche di condono fino a mille euro per chi ha violato le norme sull’evasione».
La disamina sulle pensioni va avanti. «Il presunto innalzamento delle minime, per ora di trenta euro lordi, sembra fatto apposta per i poveri – obietta Sesena –. Chi vive però con pensioni da 524-530 euro al mese? In Italia sono soprattutto artigiani, commercianti, piccoli imprenditori che hanno altri fondi con cui campare».
Alla mobilitazione parteciperanno sia la Cgil Modena sia la Uil Modena e Reggio Emilia con interventi dei rispettivi segretari Daniele Dieci e Luigi Tollari.
«Nella Finanziaria non c’è tanto impegno per migliorare il modo di vivere degli italiani – critica Ferdinando Guidetti, componente della segreteria della Uil –: i pensionati soffrono, i lavoratori continuano a essere malpagati, a lavorare in nero, a subire vessazioni e a morire. Sono tutti problemi che non sembrano essere colti fino in fondo dalla manovra. Ci si era illusi che con la legge di bilancio ci fossero risposte adeguate. A volte, penso che rischiamo di diventare un Paese del terzo mondo, senza giustizia sociale né sviluppo democratico».
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