Delitto di Codisotto, i familiari contro la ditta: chiederanno 2 milioni e 300mila euro di danni
L’avvocato Intagliata annuncia anche l’azione in sede civile una volta finita la causa penale: «Il titolare ha tollerato condotte illecite in azienda». La Cgil vuole costituirsi parte civile
Luzzara Il processo penale – vale a dire l’udienza preliminare davanti al gup Dario De Luca – è durato ieri ben poco in tribunale, perchè il legittimo impedimento di un avvocato difensore ha fatto slittare il procedimento al 28 marzo.
Ma nel dopo-udienza, dalle nette dichiarazioni dell’avvocato di parte civile Mauro Intagliata (tutela la vedova e i due figli della vittima, ieri presenti in aula) si è capito che verrà avanti un lato civile di risarcimento-danni non indifferente sull’uccisione dell’operaio indiano 38enne Ranjeet Bains, ammazzato a badilate in testa lo scorso 7 febbraio nella ditta Quattro B di Codisotto. E proprio l’azienda viene tirata in ballo dal legale davanti ai taccuini. L’intenzione è di chiamare a rispondere in solido non solo gli imputati (in caso di condanna) ma anche la Quattro B. «Attendiamo l’esito del processo penale per poi chiedere il risarcimento danni al titolare dell’azienda – si focalizza l’avvocato Intagliata – che a nostro avviso è responsabile di condotte omissive: ha tollerato condotte gravemente illecite dentro la ditta. Non è mai intervenuto verso i dipendenti che hanno ripetutamente vessato i lavoratori che agivano nell’interesse generale di tutti i colleghi. In particolare Bains è stato individuato come bersaglio per allontanare la presenza del sindacato e di chi voleva tutelare i lavoratori». Già avanzata all’azienda la richiesta risarcitoria: un milione e 300mila euro (per la vedova e i due figli attraverso Intagliata) e un milione di euro da parte dei genitori e del fratello (assistiti dall’avvocato Francesco Tazzari). Complessivamente 2 milioni e 300mila euro. E la Quattro B? «La ditta ha ricevuto la nostra richiesta – spiega sempre Intagliata – rispondendo che dispone di una copertura assicurativa. Non ha fatto ammissioni e nemmeno comunicazioni ai familiari».
Stando dentro al processo, anche la Fiom-Cgil vuole accendere un faro. «Vogliamo costituirci parte civile – rimarca l’avvocatessa Federica Riccò – perché il sindacato intende stare vicino alla famiglia per chiarire quanto accaduto nel contesto lavorativo. Bains era iscritto alla Cgil da 15 anni ed era stato membro della rsu. «Le dinamiche aziendali – conclude – emergeranno nel processo. Noi di solito seguiamo gli infortuni, ma questa vicenda appare peculiare rispetto ai normali andamenti nei luoghi di lavoro». Sono agli arresti domiciliari e hanno disertato l’aula – ma ci saranno a marzo – i due imputati, cioè i fratelli indiani Charanjit (40 anni) e Paramjit Singh (41 anni) che sono accusati dal pm Giacomo Forte di omicidio preterintenzionale con l’aggravante di aver agito per futili motivi.
Puntano sul rito abbreviato (con sconto di pena di un terzo). Sono difesi dai legali Angelo Russo, Annalisa Guano e Giuseppe Migale Ranieri.l
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