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«L’amnèsia ha effetti devastanti. I rischi maggiori nelle scuole»

Gabriele Farina
«L’amnèsia ha effetti devastanti. I rischi maggiori nelle scuole»

Il consulente dell’Oms e docente Unimore: «Metadone ed eroina danno forte dipendenza»

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Reggio Emilia «L’amnèsia produce effetti devastanti».

A mettere in guardia sulla droga scoperta per la prima volta ieri in città è il docente Unimore Giuseppe Cannazza. Professore di Chimica farmaceutica al dipartimento di Scienze della Vita, Cannazza è consulente scientifico dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

«Gli spinelli degli anni Sessanta contenevano fino al sei per cento del principio attivo psicotropo “tetraidrocannabinolo” (Thc) – spiega il docente – mentre quelli attuali ne hanno fino al venti-trenta per cento. Come se non bastasse, negli ultimi anni sono spruzzate sulla marijuana altre droghe più pericolose, tra cui il metadone e l’eroina, per produrre appunto l’amnèsia».

Il nome non inganna: uno degli effetti collaterali della marijuana potenziata consiste appunto nelle amnesie. Non tutti sono consapevoli dei rischi, tanto più che gli inquirenti e il docente concordano su un punto: non è affatto certo che gli assuntori sappiano di assumere una droga molto più forte di un semplice spinello.

«Il metadone e l’eroina danno una forte dipendenza – ammonisce il consulente scientifico dell’Oms –. Gli effetti farmacologici possono essere imprevedibili e dipendono dalla quantità delle droghe aggiunte. Di certo, provocano un danno incredibile: il mix tra Thc e oppioidi è infatti devastante».

Le amnesie prodotte dalla droga quasi omonima si mescolano al desiderio di volerne sempre di più. «Si può valutare se la dipendenza da Thc sia più o meno alta – aggiunge Cannazza –, ma è di certo molto più bassa rispetto agli oppiacei, vale a dire il metadone e l’eroina».

Il docente riflette sulla pericolosità della nuova droga, guardando soprattutto alle nuove generazioni. «Gli studenti universitari comprendono come funzionano le droghe e quali sono gli effetti – commenta Cannazza –: sanno benissimo quali sono i rischi e a cosa possono incorrere a livelli di dipendenza e di danni cerebrali. Il problema è rappresentato soprattutto dai ragazzi incoscienti di 15-16 anni. Magari pensano di farsi uno spinello e fumano una droga come l’amnèsia: ho una grande paura sotto tale aspetto».

Si torna dunque a una domanda su cui discute da anni: liberalizzare o meno le droghe leggere? Al quesito se ne aggiunge un altro: siamo sicuri che la cosiddetta droga leggera (la marijuana) sia tale e non addizionata a eroina o metadone?

«Sulla legalizzazione o meglio sulla depenalizzazione sono combattuto – evidenzia il professore universitario –. Magari controllando sempre di più la marijuana a livello centrale, le addizioni con gli oppioidi non accaderebbero. Non ci sarebbero alti consumi di Thc e soprattutto non ci sarebbero mix di droghe più pericolose della marijuana stessa».

Un punto su cui il consulente scientifico dell’Oms insiste. «Se la marijuana fosse liberalizzata o depenalizzata potrebbe passare il concetto che non fa male – precisa il docente – mentre in realtà non è così: la marijuana è una droga».

Su un altro aspetto Cannazza è sicuro: l’attività informativa non è mai abbastanza. «Ci vorrebbero studi epidemiologici per comprendere cosa succede negli altri Paesi in cui è stata fatta una liberalizzazione – conclude il docente –. A ogni modo, servirebbe una grandissima campagna informativa sulle droghe nelle scuole, tra i ragazzi, dappertutto».l


 

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