La moglie del soldato compie 102 anni: «Tutte le mattine leggo la Gazzetta»
Gemma Gelosini: «Ho superato tutto, ma non riesco a guardare la guerra in Ucraina»
Reggio Emilia Quando la regina Elisabetta è salita al trono (l’incoronazione nell’abbazia di Westminster avvenne il 2 giugno 1953), lei aveva 33 anni ed era una madre di famiglia. «Sì, ricordo il matrimonio della regina». Ma pare che il funerale seguito in televisione l’abbia impressionata di più. «Una bellissima cerimonia, l’ho vista tutta». Se Elizabeth è stata la sovrana più longeva di un’Europa che ha cambiato volto, i ricordi più vividi di Gemma, nota anche come “La moglie del soldato” (leggi in basso, ndr) sono legati a Mussolini (che assunse il potere nel 1925 fino al 1943) e all’Italia littoria del ventennio fascista. «E chi se lo dimentica, quello? La gente era povera e lui andava a chiedere l’elemosina agli inglesi. Era battagliero. Mussolini voleva la terra al sole », è il riferimento ai possedimenti coloniali, non troppo fortunati, in Africa Orientale.
Quando parla degli anni della sua gioventù gli occhi azzurri di Gemma Canossini, classe 1920, si illuminano con un guizzo. Il 27 novembre scorso Gemma ha spento 102 candeline. «Non un record, in città – aggiunge la nuora – Una sua amica di quando abitava al Villaggio Stranieri è arrivata a 107 anni». La festa in casa in via Bissolati alla Rosta Nuova, attorniata dall’assistente domestica Eva e dalla famiglia dell’unico figlio Paolo – che con la moglie Letizia e la nipote Elisa abita al piano di sotto –, ha visto la lucida centenaria reggiana coccolata dai familiari e da alcuni amici. «Ci teneva a vedere la foto del compleanno sulla Gazzetta, quotidiano al quale è sempre stata abbonata e che ancora oggi legge ogni mattina», spiega Letizia.
Originaria di Vezzano sul Crostolo, Gemma è stata un’orfana di guerra: il padre Celso, per aver respirato il gas nervino durante la prima guerra mondiale, tornò a casa semiparalizzato e morì poco dopo il conflitto. La madre restò sola con tre figli: Adamo, emigrato in Belgio, Nello, bidello a Vezzano, e Gemma, l’unica femmina. Poiché erano tempi duri e di miseria, la madre per tirare avanti mise Gemma in convitto dalle suore di Vezzano; di fianco a casa, ma in grado di fornire un’istruzione – che all’epoca per le ragazze era soprattutto indirizzata all’economia domestica e ricamo – e una religiosità che è stata un costante della sua esistenza. Dalle finestre del convitto la ragazza cominciò a vedere un soldato russo prigioniero dei tedeschi: pare che bastò uno scambio di sguardi per far dire a Nicolaj Danilevskij, in un italiano stentato nella Reggio appena liberata, che voleva sposarla.
Dopo il matrimonio a Vezzano, Gemma e Nicolaj si trasferirono in città, nel Villaggio Stranieri, dove il marito ha lavorato per anni alla Lombardini: è scomparso all’improvviso nel 1971. Con le sue mani sapienti Gemma ha vissuto del lavoro di sarta. «Nel dopoguerra partiva in bicicletta per prendere le direttive nei maglifici di Correggio – aggiunge la nuora Letizia – In seguito ha lavorato in esclusiva per un negozio del centro, in via Emilia».
I familiari descrivono Gemma come «una donna riservata, coraggiosa; un po’ “generale”, nel senso che le piace comandare».
Unica debolezza della centenaria: non sopporta le immagini del la guerra in Ucraina. «Si agita e si mette a piangere: devo subito cambiare canale», spiega la badante.
Le giornate di Gemma sono abitudinarie. «Si alza presto, legge il giornale, fa colazione, messa e rosario alle 18». L’aspetto è minuto, ma l’appetito è rimasto invariato. «Fino a qualche tempo fa per colazione impastava e friggeva tre pezzi di gnocco da intingere nel latte. Le piace il cibo tipico reggiano: tortelli, cappelletti e i dolci».
Alla domanda cosa si augura per Natale, Gemma ribadisce: «Non fate la guerra». Si lascia sfuggire: «E pensare che temevo di morire come mia mamma». A causa del diabete, la madre morì cieca e con una gamba amputata. «Anche Gemma è diabetica: prende l’insulina da decenni. Ha superato un ictus e il Covid l’anno scorso». l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google