Le “pagelle” degli ospedali: Montecchio top in provincia
L’Agenas: Reggio Emilia sotto lo standard per pazienti con ictus ischemico
Reggio Emilia L’ospedale Santa Maria Nuova è rimandato per il trattamento di pazienti con ictus ischemico. L’ospedale di Guastalla rimedia invece una duplice bocciatura in chirurgia.
Due i cartellini gialli (cardiologia e area osteomuscolare) per il Sant’Anna di Castelnovo Monti. Il Franchini di Montecchio è promosso, il San Sebastiano di Correggio e il Magati di Scandiano risultano assenti: i dati non sono infatti disponibili.
Le pagelle delle strutture sanitarie reggiane (e delle italiane in generale) sono curate dall’Agenas. L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha pubblicato l’edizione 2022 del Programma nazionale esiti (Pne).
Il documento certifica lo stato di salute degli ospedali italiani attraverso una serie di indicatori, aggiornati all’anno scorso. Tali indicatori riguardano interventi sanitari in diversi ambiti sulla base dell’aderenza agli standard di qualità.
Un esempio chiarirà meglio il concetto. L’ospedale della città del Tricolore gestisce meglio della media italiana i pazienti con infarto miocardico acuto di tipo Stemi.
La puntualità d’intervento entro i novanta minuti dello standard è del 66,9 per cento a Reggio Emilia e del 50,58 per cento nell’intero Paese. Non a caso, l’aderenza allo standard di qualità specifico al Santa Maria Nuova è giudicato molto alta come per i parti con taglio cesareo primario (otto per cento).
L’aderenza resta alta per gli interventi di colecistectomia laparoscopica (95,7 per cento a Reggio Emilia, 70,61 in Italia), i parti vaginali in donne con pregresso parto cesareo (32,5 per cento in città, 10,71 nel Paese), gli interventi chirurgici entro due giorni per frattura del collo del femore (69,4 per cento a Reggio, 48,59 in Italia).
Si scende a livelli di aderenza medio per la restante parte dell’area cardiocircolatoria, tra cui la mortalità a trenta giorni dopo un infarto miocardico acuto. Il 10,3 per cento nell’indicatore è più alto del 7,74 per cento della media nazionale.
Medio il valore per la mortalità a trenta giorni dopo un nuovo caso acuto di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), pur migliore della media nazionale (10,7 a Reggio, 13,77 in Italia).
L’aderenza diventa bassa nell’ospedale reggiano per i pazienti con ictus ischemico: l’Agenas registra una mortalità a trenta giorni dall’evento del 14 per cento al Santa Maria Nuova e al 14,84 nella media italiana.
Passiamo all’ospedale Franchini di Montecchio. I livelli di aderenza agli standard di qualità risultano molto alti per le aree cliniche cardiocircolatoria e della chirurgia generale. Alto il livello di aderenza per l’area respiratoria, in cui i pazienti con Bpco riacutizzata hanno una mortalità oltre due volte inferiore della media nazionale (6,4 contro 13,77). Bene anche l’area della gravidanza e parto, apparsa critica nell’anno della riapertura del punto nascite (il 2020).
I ricercatori dell’Agenas registrano interventi in reparto per tumori alla mammella al di sotto della soglia fissata dagli standard.
All’ospedale civico di Guastalla l’unica aderenza molto alta si registra per l’area cardiocircolatoria. I tassi medi per le aree del sistema nervoso, dell’apparato respiratorio e osteomuscolare aprono la strada a un’aderenza molto bassa per chirurgia generale e oncologica.
Viceversa, la chirurgia generale è l’unica area ad alta aderenza al Sant’Anna di Castelnovo Monti. Bassa la corrispondenza agli standard sia per l’area cardiocircolatoria sia per l’osteomuscolare. Un esempio? Gli interventi entro due giorni per frattura del collo del femore sono puntuali nel 32,1 per cento dei casi (48,59 in Italia).
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