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L'operazione

«Siamo preoccupati dall’aumento della pericolosità degli stupefacenti»

«Siamo preoccupati dall’aumento della pericolosità degli stupefacenti»

I timori del questore Ferrari e del capo della Mobile Battisti

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Reggio Emilia «Ci preoccupa l’aumentata pericolosità dello stupefacente».

C’è un elemento che desta negli inquirenti della Polizia di Stato una maggiore preoccupazione della quantità della droga sequestrata tra Brescia e provincia: quasi 130 chili tra hascisc, marijuana ed eroina.

La preoccupazione risalta soprattutto nel mix tra marijuana ed eroina riscontrato dagli inquirenti a una prima analisi sulla droga.

«Abbiamo toccato il massimo della droga sequestrata – sottolinea il questore reggiano, Giuseppe Ferrari –, addirittura quasi 130 chili in un’unica operazione. Ci preoccupa però l’aumentata pericolosità dello stupefacente. Gli assuntori probabilmente non sono consci di quanto effettivamente produca il mix tra eroina e marijuana».

Un aspetto su cui concorda Guglielmo Battisti, capo della Squadra Mobile di Reggio Emilia, che ha condotto l’operazione nel Bresciano con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bologna.

«Tra la tipologia di stupefacente sequestrato c’è l’amnèsia – interviene Battisti –, probabilmente una sostanza stupefacente creata mixando l’eroina e la marijuana. La miscela reagisce al narco-test sia per la marijuana sia per l’eroina ed è stata probabilmente inventata dai presunti narcotrafficanti per avvicinare i soggetti che non vorrebbero consumare sostanze stupefacenti di tipo pesante, aumentando chiaramente la dipendenza».

La Polizia di Stato ha in programma ulteriori analisi per confermare l’ipotesi. «Il normale cursus honorum consiste nell’avvicinarsi a una sostanza stupefacente cosiddetta leggera – spiega il capo della Mobile – per poi accedere in un contesto spesso criminale a una successiva, che crea dipendenza».

Inoltre, Battisti mostra un nuovo tipo di confezionamento dell’hascisc, ritrovato in possesso di uno degli arrestati bresciani (tutti di nazionalità italiana).

«Per la prima volta, abbiamo trovato l’hascisc confezionato non in panetti rettangolari, ma in forma cilindrica – sottolinea il capo della Mobile reggiana –. Riteniamo sia una scelta apposita, adottata verosimilmente per agevolarne il trasporto».

L’operazione condotta nel Bresciano è il frutto di mesi di indagini e costituisce la propagazione di un lavoro di indagini avviato nel 2014 presso le ex Reggiane, sfociato a sua volta nella maxi operazione Trexit del gennaio 2021.

«Siamo partiti con le indagini su un’attività di spaccio che scaturiva nella zona della stazione e delle ex Reggiane – riprende Ferrari – ed è stato delineato un reato associativo. Le indagini sono state assunte dalla Dda di Bologna e si è lentamente arrivati ad aumentare sia il numero degli arrestati sia il quantitativo di sostanza stupefacente rinvenuto».

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