Unindustria al governo: «Manca una visione»
La relazione della presidente Anceschi: «Sensibile raffreddamento del clima di fiducia delle imprese»
Reggio Emilia Il pessimismo della ragione si coniuga con l’ottimismo della volontà nelle parole con cui Roberta Anceschi, presidente provinciale di Unindustria, s’è rivolta ai colleghi e alle autorità nel tradizionale incontro di fine anno, che s’è tenuto ieri pomeriggio al centro Malaguzzi. La sua diagnosi è sconsolante: gli ultimi tempi sono bui a causa della pandemia, dei rincari energetici, della guerra e dell’inflazione; l’industria ne ha risentito qui più che nel resto della regione e dell'Italia; i cittadini sono sfiduciati e il governo ha varato una legge finanziaria di corto respiro che accontenta le diverse anime della maggioranza senza rispondere alle urgenze del Paese e delle imprese.
D’altra parte a suo giudizio esistono buone carte da giocare per risollevarsi: a livello nazionale il patto per l’Italia proposto da Confindustria, sul piano locale il distretto digitale, capace di supportare l’innovazione tecnologica, nonché la rigenerazione delle ex-Officine Reggiane, dove è previsto l’insediamento del quarto polo universitario, di start-up, centri di ricerca tecnica e di produzione culturale. A tale scopo viene giudicato indispensabile il sostegno della Regione Emilia Romagna, che era rappresentata nell'incontro dall’assessore allo sviluppo economico Vincenzo Colla. La condizione in cui versa l'economia reggiana non appare rassicurante. «Sotto il profilo della produzione – ha osservato la presidente di Unindustria – si registra una debole crescita, pari a un più 1,4% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il portafoglio ordini risulta in flessione per la prima volta da due anni. Le imprese hanno sofferto il rallentamento sia della domanda interna, sia di quella estera, in modo meno accentuato. Ancora relativamente positiva, invece, l’occupazione che nel terzo trimestre 2022, a livello provinciale, è leggermente cresciuta, registrando un più 1,4%».
A suo avviso, però, s’avverte già «un sensibile raffreddamento del clima di fiducia delle imprese che fino all’estate era ancora cautamente ottimistico». Roberta Anceschi cita gli “Scenari per le economie locali” disegnati da Prometeia per evidenziare la prevista futura contrazione del prodotto interno lordo reggiano, che a fine anno dovrebbe segnare un più 2,8% rispetto al 2021, un valore inferiore sia al tasso di crescita medio nazionale, 3,3%, che a quello regionale, 3,6%.
Il Governo ha concentrato due terzi degli interventi sul caro-energia, ma gli viene rimproverata «la mancanza di visione, tanto sulla lotta alla povertà, quanto su occupabilità e produttività».
Un po’ di conforto viene dall'indagine sulla qualità della vita de Il Sole 24 Ore, nella cui classifica Reggio Emilia si piazza 13esima scalando sei posizioni. Per riacquistare slancio Unindustria punta sull'innovazione intesa come «una partita che non si gioca da soli».
Il suo Piano operativo 2023, approvato nei giorni scorsi, si muove in tre direzioni: il consolidamento delle iniziative locali avviate nello scorso quadriennio, la rifocalizzazione sulle imprese piccole, medie e «multinazionali tascabili», la predisposizione di soluzioni di sistema volte a collegare con maggior efficacia l’Università, il Tecnopolo, il Digital District e le imprese manifatturiere. Un appello particolare è stato rivolto all’assessore Vincenzo Colla per richiamare l’attenzione della Regione nei confronti delle iniziative locali «che – ha sottolineato Roberta Anceschi – ci auguriamo rientrino a pieno titolo nel novero delle attività sostenute dagli indispensabili contributi regionali in assenza dei quali tempi e modi di realizzazione subirebbero un ritardo incompatibile con la velocità di un mondo che cambia».
All’incontro sono intervenuti oltre all'assessore Colla, Alessandra Lanza, Senior partner di Prometeia, e Luca Paolazzi, direttore scientifico di Fondazione Nord Est. Hanno partecipato il presidente del Gruppo meccatronico di Unindustria Reggio Emilia, Alberto Rocchi, e i finalisti del Premio italiano Meccatronica 2022. I lavori, aperti con la cerimonia di premiazione, sono stati condotti da Andrea Cabrini, direttore di Class Cnbc.
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