«Ho invitato io Meloni il 7 gennaio». Ora si attende il sì da Palazzo Chigi
Il sindaco Vecchi: «Idee politiche diverse ma le istituzioni sono di tutti»
Reggio Emilia Non c’è ancora nulla di ufficiale ma il prossimo 7 gennaio potrebbe essere la neopremier Giorgia Meloni l’ospite d’onore della Festa del Tricolore. A invitare la presidente del Consiglio a Reggio, in occasione del 226° anniversario della bandiera italiana, è stato il sindaco Luca Vecchi, che per il momento frena entusiasmi (o malumori) spiegando di essere ancora in attesa di una risposta da Palazzo Chigi.
«Dovrebbe arrivare entro Natale, sono in contatto con la segreteria della Presidenza del Consiglio», informa il primo cittadino.
Un appuntamento questo che, anno dopo anno, ha visto sfilare in città le più alte cariche dello Stato – l’ex presidente del Senato Casellati nel 2019, l’allora premier Gentiloni (2018), il presidente della Repubblica Mattarella (2017), per citarne soltanto alcune – e proprio con questo spirito che Vecchi avrebbe invitato la leader di Fratelli d’Italia. «Ho ritenuto che, a pochi mesi dalle elezioni, l’invito più naturale e autorevole fosse da fare a Meloni», le parole del sindaco.
«Celebrare il 7 gennaio con la presenza delle più alte cariche istituzionali è stato il nostro stile in questi anni, a prescindere dall’appartenenza politica – sottolinea –. Si possono avere posizioni politiche diverse ma le istituzioni sono di tutti. Il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia venne mosso un primo passo verso l’ideale unitario e repubblicano che trovi nella Costituzione repubblicana e antifascista del 1948 il suo grande compimento».
Certo il sindaco è consapevole che dalla “sua” sinistra arriveranno delle critiche (basti pensare a quanto detto sul partito di Meloni dal palco di Casa Cervi durante l’ultima pastasciutta antifascista), da cui però vorrebbe tenere le debite distanze mettendo in chiaro quanto «sarebbe bizzarro che il sindaco di una città, solo perché ha idee politiche diverse dal premier, mancasse di quel dovere di sensibilità istituzionale dovuto in democrazia».
«Certo avrei potuto chiamare sindaci o rappresentanti politici di centrosinistra – commenta Vecchi – ma sono abituato a distinguere le valutazioni politiche personali dai doveri istituzionali».
Scorrendo all’indietro la cronologia dei social di Giorgia Meloni, non ha mai mancato di celebrare questa ricorrenza («Non lasceremo che la nostra storia e la nostra identità vengano liquidate da chi invoca un mondo senza confini e specificità. Viva il Tricolore. Viva l’Italia libera e sovrana» le parole scritte il 7 gennaio 2022) e tutto lascia pensare – agenda permettendo – che sarà ben felice di presenziare quest’anno.
E Luca Vecchi si dice fiducioso che, fra le innegabili differenze tra centrodestra e centrosinistra nella visione di bene comune, ci potrà essere una convergenza. «Nella diversità legittima – afferma a questo proposito il sindaco – l’auspicio è che si possa vivere il prossimo 7 gennaio come un momento di grande rilevanza per il suo significato storico e per valore unificante della bandiera».
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