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Stanziati 200 milioni per l'agricoltura

Stanziati 200 milioni per l'agricoltura

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Reggio Emilia La provincia di Reggio fa l’en plein in ambito agricolo e agroalimentare. Tra il 2021 e il 2022 sono stati stanziati per il nostro territorio circa 200 milioni di euro, mettendo assieme le risorse del Piano di Sviluppo Rurale, la Politica agricola comunitaria (Pac) e gli investimenti per il settore irriguo. Un tesoretto di risorse utile a rilanciare un settore – quello agricolo – che in questi anni ha sofferto gli effetti del cambiamento climatico, tra fitopatie, gelate tardive e la mannaia della siccità che si è prolungata fino ai mesi scorsi, e che oggi paga le conseguenze della guerra di invasione russa in Ucraina e i rincari dell’energia e delle materie prime.

Stando ai dati del Rapporto Ismea Qualivita 2022, Reggio è la terza provincia italiana nella produzione di cibo a indicazione d’origine, cioè per l’impatto sulla produzione alimentare di qualità a denominazione Dop e Igp. Dati significativi: 649 milioni di euro di produzione, ovvero +21.4% rispetto al 2020/2021.

Ed è soprattutto il Parmigiano Reggiano a essere protagonista: nel 2022 ha consolidato la propria posizione sui mercati internazionali, con un +8,2% negli Usa, +7,2% in Francia e + 12,4% in Spagna, e ha incrementato le vendite totali pari al 2,9% rispetto ai primi nove mesi del 2021, con un ulteriore + 4,4% anche sul mercato italiano, e un consolidato che supera i 2,7 miliardi di euro. Una risorsa importante anche per il territorio montano del nostro Appennino, che vede in questo asset produttivo una vera opportunità per continuare la tradizione agricola e il sostegno al reddito.

Il progetto “Una montagna di Latte”, sostenuto dalla Regione attraverso fondi europei, ha visto un investimento di risorse pubbliche per 3,5 milioni per il Parmigiano Reggiano di Montagna e per 7,5 milioni di euro per la posa della banda ultralarga nelle zone rurali, oltre ad altri 3,5 milioni di pagamenti compensativi per il sostegno all’agricoltura nelle zone montane.

La provincia di Reggio porta a casa nei due anni di riferimento sul Piano di Sviluppo Rurale 7,1 milioni di euro per aiuti e avviamento di imprese agricole condotte da giovani, 4,9 milioni di euro per l’agricoltura biologica e 1,4 milioni per la produzione integrata, più di un milione di euro sul dissesto idrogeologico e 1,8 milioni per i gruppi operativi per l’innovazione, oltre a 15,5 milioni per gli investimenti delle aziende in filiera. Parliamo nel complesso di 41,4 milioni di euro di risorse già pagate.

A queste si aggiungono i contributi generati dalla Pac, che si attestano a 62,2 milioni di euro, tra pagamenti di base (32,4 milioni), risorse per il greening e la sostenibilità (17 milioni di euro), sostegno alle vacche da latte (8,7 milioni) e aiuti di stato per la zootecnia (3,2 milioni).

Anche le risorse per il settore vitivinicolo sono state significative: attraverso l’organizzazione di mercato sono stati riconosciuti 2,3 milioni, ai quali si aggiungono gli investimenti per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti per altri 6,8 milioni. Importanti le risorse messe a disposizione in ambito irriguo. Con la siccità in crescita che colpisce l’Emilia-Romagna, la Regione ha ritenuto strategico lo sforzo per finanziare realizzazioni che sappiano “tenere l’acqua quando c’è”. Sono previsti in provincia investimenti per 67 milioni che sono in corso di realizzazione attraverso il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, tra progetti per infrastrutture irrigue come la rifunzionalizzazione della traversa dell’Enza tra Cerezzola e Neviano Arduini (Parma) per un valore di 12,3 milioni, opere di manutenzione e risorse speciali. Anche sul Secchia verranno fatti interventi importanti per la messa in sicurezza della cassa di laminazione che verrà poi utilizzata per fini irrigui, per 27 milioni di euro.

Stessa cosa al cavo Bondeno in comune di Novellara (10 milioni) e alcuni adeguamenti alla rete di distribuzione di acqua della Bonifica nei comuni di Reggio Emilia, Cadelbosco, Poviglio e Correggio, per un valore complessivo di 14,2 milioni. In attesa che il ministero delle Infrastrutture metta a disposizione i 3,5 milioni per lo studio di fattibilità dell’invaso dell’Enza, dopo la firma del decreto arrivata lo scorso mese, un intervento che il territorio attende da più di 40 anni.l

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