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Meningite, ricoverato 14enne: sotto sorveglianza 70 reggiani

Gabriele Farina
Meningite, ricoverato 14enne: sotto sorveglianza 70 reggiani

Lo studente è stato ricoverato al Santa Maria Nuova

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Reggio Emilia Sospetta meningite batterica.

Ecco la diagnosi ricevuta da un 14enne reggiano, ricoverato all’ospedale Santa Maria Nuova. I familiari più stretti, i parenti incontrati negli ultimi giorni, gli insegnanti, i compagni di classe e gli amici visti dal giovane nell’ultimo periodo sono stati posti sotto sorveglianza sanitaria dall’Ausl di Reggio Emilia.

Riavvolgiamo però il nastro e partiamo dall’inizio. Sabato 17 dicembre lo studente, che studia e vive nella città del Tricolore, ha avvertito sintomi riconducibili alla malattia. Era pomeriggio e le lezioni erano terminate da poco quando è partita la telefonata all’Ausl.

Il 14enne ha varcato i cancelli dell’ospedale reggiano, venendo ricoverato nel reparto di Pediatria del Santa Maria Nuova. Il giovane segue le terapie e si trova in condizioni non gravi.

Intanto, il servizio di Igiene e Sanità pubblica dell’Ausl reggiana ha ricostruito la mappa dei contatti avuti dal giovane negli ultimi giorni. L’elenco include le persone che si sono trovate a meno di un metro di distanza dal giovane da sabato 10 a sabato 17 dicembre. Nella lista dei contatti sarebbero state dunque inserite circa settanta persone di diverse età.

Il personale del servizio si è premurato di avvertire sia i diretti interessati sia i medici di riferimento (pediatri o medici di medicina generale). A ognuno è stato comunicato di aver incontrato una persona con un sospetto caso di meningite batterica. La malattia è contagiosa e si può trasmettere attraverso goccioline di saliva (droplet) espulse parlando, starnutendo oppure tossendo.

Ogni persona entrata a stretto contatto con il 14enne è stata invitata a ritirare un farmaco presso l’azienda sanitaria per prevenire eventuali casi secondari.

L’azienda ha informato che la profilassi si è conclusa correttamente nella mattina di ieri e tutte le persone a contatto hanno ricevuto indicazioni per il farmaco commisurate rispetto all’età e alla massa corporea.

In base alle indicazioni del ministero della Salute, la sorveglianza sanitaria può durare fino a dieci giorni per un minimo di due.

Due è anche il numero minimo di giorni che generalmente passano dal contagio all’effettiva manifestazione della malattia: tale intervallo di tempo è definito periodo d’incubazione.

Il personale sanitario consiglia di estendere a quattro le settimane (dall’ultimo contatto con la persona in cura) in cui mantenere alta la soglia di attenzione. Ancor più nel dettaglio, i contatti stretti dovranno essere attenti alla comparsa di febbre con intenso malessere o intenso mal di testa, rigidità alla nuca, nausea e vomito.

Senza dimenticare piccole macchie rosse della pelle conosciute come petecchie. In caso di sintomi, è bene rivolgersi al medico curante o al pronto soccorso, specificando di essere stati a contatto con un caso di meningite.

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