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Affidi illeciti. La difesa: «le lesioni sui minori sono un reato prescritto»

Ambra Prati
Affidi illeciti. La difesa: «le lesioni sui minori sono un reato prescritto»

Ultima udienza prima di Natale con una montagna di eccezioni

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Reggio Emilia Difese agguerrite – in particolar modo i legali della principale imputata Federica Anghinolfi, i legali Oliviero Mazza e Rossella Ognibene, secondo i quali i reati di lesioni personali sui minori sarebbero già prescritti –, nel sollevare una montagna di eccezioni. È quanto è accaduto ieri in tribunale all’ultima udienza prima di Natale dedicata allo scandalo dei presunti affidi illeciti in Val d’Enza.

La seduta fiume, dal mattino fino a metà pomeriggio, è stata dedicata ancora a questioni preliminari e in particolare alle eccezioni. Le difese, chiamate una a una dalla presidente del collegio giudicante Sarah Iusto (a latere Donatella Bove e Francesca Piergallini), hanno giocato le loro carte in questa lenta fase di riscaldamento dei motori processuali.

Le eccezioni di nullità hanno puntato sull’indeterminatezza di alcuni capi d’imputazione. «Pur leggendo gli atti d’indagine non capiamo dov’è la falsità ideologica», ha detto l’avvocato Mazza, che ha parlato di «patologia dell’indeterminatezza» sia per numerosi episodi di falsità ideologica sia per un episodio di violenza privata su un’assistente sociale che sarebbe stata costretta dal suo capo (Anghinolfi) a redigere relazioni con circostanze false o omesse. «Peccato che l’assistente in questione non ha mai firmato relazioni», secondo Mazza, che ha chiesto la nullità per 24 capi d’imputazione di falsità ideologica e un capo di violenza privata.

Secondo Mazza e Ognibene su diversi capi pende la prescrizione: la maggior parte delle lesioni personali sui minori sarebbero già prescritte.

Un’altra nullità ricorrente, che ha visto associarsi l’avvocato Giovanni Tarquini che tutela del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, riguarda il mancato deposito degli atti completi subito dopo l’avviso di chiusura indagini (il 13 gennaio 2021): secondo i legali ciò avrebbe leso le prerogative difensive ed è stato chiesto che gli atti tornino al pm Valentina Salvi, come prescrive una sentenza di Cassazione. Un’eccezione già sollevata e respinta in precedenza dal gip De Luca. Il responso dei giudici su tutte le eccezioni arriverà il 9 gennaio, quando il maxi processo – definito il perimetro di gioco – dovrebbe decollare.

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