«Nullatenenti, ma con 5 milioni»
La Finanza sul processo Billions: «Confermate le accuse»
Rggio Emilia Risultavano nullatenenti, ma avevano contanti per oltre 5 milioni di euro: la gran parte di questa montagna di soldi – posti sotto sequestro preventivo perché ritenuti proventi di reato – era stata fiutata dai cash dog (i cani della nascosti in cassetti di una cucina.La sentenza emessa il 20 dicembre scorso dal tribunale collegiale di Reggio Emilia a carico degli imputati del processo Billions – 24 condanne in rito abbreviato, le più elevate a 7 anni, e 37 patteggiamenti – è stata una stangata per il sistema delle “cartiere” dei cutresi, confermando l’impianto accusatorio costruito dal pm Giacomo Forte. Il comando provinciale della Guardia di Finanza esulta per l’esito del processo.
«L’operazione ha scardinato un’associazione a delinquere dedita alle frodi fiscali, all’autoriciclaggio, alla frode “carosello”, al compimento di reati di natura fallimentare e a un complesso sistema di truffa, ai danni degli istituti bancari, mediante l’accesso abusivo al credito – affermano dalle Fiamme Gialle – I responsabili ottenevano mutui o altre forme di finanziamento che venivano trasferiti sui conti correnti di altre società; il denaro veniva poi reimpiegato nelle fatture false. L’associazione a delinquere era così strutturata: al vertice vi erano i capi che coordinavano dieci cellule operative che potevano contare su società di comodo (cartiere) per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, di prelevatori professionali di denaro da sportelli bancomat e procacciatori di soggetti economici interessati ad ottenere servizi finanziari illegali. Al gradino più basso dell’organizzazione vi era una schiera di soggetti prestanome titolari di molteplici società cartiere, che non avevano alcuna struttura aziendale e che servivano solo per produrre fatture false».
Una frode carosello riguardava un “giro” di compravendite di auto dalla Germania: tra i beni sequestrati figurano 21 vetture di pregio (Ferrari, Chevrolet, Porsche, Audi e Range Rover) sequestrati insieme a orologi di lusso, gioielli e quadri d’autore.
«L’analisi dei flussi finanziari delle società cartiere ha permesso di ricostruire movimentazioni per oltre 240 milioni di euro, delle quali ben 50 milioni di euro sono consistite in prelievi di denaro contante. L’ammontare del giro di fatture false emesse è stato calcolato in 80 milioni di euro con un’imposta evasa di 24 milioni di euro».
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