Ospedali strapieni per Covid e influenza: a Natale resta l’allerta
I posti letto nelle strutture reggiane sono già al massimo e si teme una seconda ondata sul numero di ricoverati
i Alice Benatti
Reggio Emilia ll peggio potrebbe essere alle spalle dato che i due picchi di Covid-19 e di influenza stagionale (quest’ultimo raggiunto in anticipo rispetto agli anni scorsi) sono stati superati e ci troviamo ora in una fase di lenta discesa su entrambi i fronti. Ma il coronavirus è tutt’altro che sparito, anzi: circolando in queste settimane insieme a influenza, bronchiolite e altri virus respiratori, forma un “cocktail” che rovinerà (o per il momento rischia di rovinare) le feste a molti. Se guardiamo allo scorso anno, sono stati più di mille – per la precisione 1.314 – i reggiani che sono risultati positivi al Covid nei soli tre giorni dalla Vigilia a Santo Stefano (con un picco di 503 il giorno di Natale). Per fare un confronto con i numeri attuali: nei sette giorni dal 16 al 22 dicembre 2022, in provincia, i contagi sono stati 1.505. Dunque la preoccupazione dei medici reggiani è evidente: la “sfilata” di pranzi e cenoni tra baci e abbracci con i parenti, così come il susseguirsi di brindisi di auguri a casa e in piazza con gli amici, fa temere che i casi – di Covid come di influenza – tornino a salire. E la preoccupazione è soprattutto per i fragili, che ne subiscono le conseguenze più pesanti e continuano a bussare alle porte dei pronto soccorso, nelle cui sale rischiano di restare anche alcuni giorni prima che venga trovato per loro un posto letto.
«I posti letto sono al massimo – riporta il direttore di Malattie Infettive del Santa Maria Nuova Marco Massari – se gli accessi ai pronto soccorso dovessero aumentare il sistema potrebbe andare in crisi». Certo nessuno sarà mai lasciato fuori dall’ospedale, ma i tempi di attesa per avere un posto letto inevitabilmente aumenterebbero. Già oggi, infatti, con gli ingressi record che si stanno registrando, c’è chi aspetta anche un giorno e mezzo nelle barelle del pronto soccorso o in area ricovero prima di essere spostato nei reparti. «Visto che i letti non posso essere raddoppiati perché significherebbe raddoppiare la forza lavoro – spiega Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero provinciale – l’unico modo è anticipare il fenomeno sul fronte della pianificazione dei posti letto, confrontando più volte al giorno il numero di quelli a disposizione con i dati dei pronto soccorso per poi cercare di ottimizzare i posti letto a disposizione adeguando il dimensionamento dei vari reparti». Per scongiurare uno scenario che già sta chiedendo al personale medico turni aggiuntivi e di rinunciare alle ferie, ieri l’Ausl di Reggio Emilia ha approfittato della conferenza di fine anno con la stampa per invitare i cittadini alla massima prudenza. «Ad essere gentili, con se stessi e con gli altri».
Obiettivo principale quello di proteggere i fragili (anziani e immunodepressi). Ecco le cinque raccomandazioni per le festività nazionale: 1) Fare la dose di richiamo per Covid con il vaccino bivalente e la vaccinazione antinfluenzale 2) Non uscire di casa, rischiando di fare ammalare gli altri di Covid-19 o di altri virus, qualora ci si sentisse poco bene 3) Prima di andare a trovare anziani o persone fragili, valutare di fare un test per Covid ed indossare sempre la mascherina 4) Ventilare gli ambienti quando ci si incontra in gruppi 5) Valutare di indossare la mascherina in situazioni di affollamento dove la ventilazione è scarsa (ad esempio i trasporti pubblici). l
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