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Per le feste 2.146 reggiani isolati ma i no-tamp “sballano” il dato

Alice Benatti
Per le feste 2.146 reggiani isolati ma i no-tamp “sballano” il dato

Per il dottor Massari il numero va moltiplicato almeno per tre

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Reggio Emilia Covid e influenza. Influenza e Covid. Qualunque sia l’ordine in cui li si guardi in termini di preoccupazione, i due “flagelli” stanno mettendo ko tanti reggiani. Va detto, però, a chi pensa che questa influenza stagionale sia più lunga ed aggressiva di quella cui siamo abituati, che non è così. È il nostro fisico ad essere più debole e vulnerabile di fronte all’influenza stagionale: abbiamo meno anticorpi. E questo a causa dell’uso prolungato delle mascherine, il primo strumento di prevenzione contro i contagi da Covid-19 e non solo. Emanuela Bedeschi, direttrice del dipartimento di Sanità Pubblica, informa sul fatto che la campagna antinfluenzale «sta andando bene» e che «il grosso dei vaccini è stato fatto a novembre dai medici di medicina generale». Al momento, nella nostra provincia ufficialmente i vaccinati sono 97mila, ma il dato è ritenuto sottostimato. «Lo scorso anno abbiamo vaccinato quasi 106mila persone – ricorda Bedeschi – ad oggi abbiamo già distribuito 115mila dosi di vaccino. La vaccinazione (con vaccino potenziato) agli anziani nelle Rsa si è conclusa e, in generale, il target principale è stato quello over 65. Negli ospedali della provincia i medici in queste settimane stanno vedendo moltissime complicanze legate all’influenza, soprattutto da parte dei cosiddetti fragili. Basti pensare che l’80% dei 210 pazienti attualmente ricoverati nei reparti internistici degli ospedali reggiani – dunque circa 168 – non si trova lì a causa di complicanze da Covid-19.

Per la metà di questi (poco più di un’ottantina) le cause del ricovero sono proprio le complicanze dell’influenza. I più colpiti dal virus influenzale restano però i bambini al di sotto dei cinque anni. Se guardiamo all’incidenza, infatti, nella fascia 0-4 anni si parla di 48-50 colpiti su 1000 contro i 16-17 su 1000 della popolazione complessiva. Non per niente, in questo periodo, il pronto soccorso pediatrico ha registrato il doppio degli accessi (in media 704 al giorno) dello stesso periodo dello scorso anno. Anche se – va detto – nel 2022 il picco influenzale ha giocato d’anticipo. Fra influenza e Covid, in una gara di letalità, il direttore della Malattie Infettive Marco Massari non ha dubbi a far vincere il coronavirus. La prima, del resto, colpisce pochi mesi l’anno, mentre il secondo dà continue ondate. «A parità di aggressività – afferma Massari – il numero di casi gravi e decessi per Covid è superiore a quello dell’influenza». E Massari ne approfitta, ancora una volta, per invitare a fare uso dei farmaci antivirali (uno è prescrivibile dal medico di famiglia, il Paxlovid) che, utilizzati entro i primissimi giorni dell’infezione, riducono le forme gravi del coronavirus. Il suo secondo appello ha l’obiettivo di proteggere i fragili, fuori e dentro gli ospedali perché «l’attenzione è calata».

Dunque «se avete sintomi, anche lievi, non andate a fare visita ai congiunti in ospedale e nelle case protette». Questa mancanza di cautela (che si vede anche nella reticenza a fare un tampone qualora si avverta qualche sintomo) “sballa” anche il numero di positivi nella nostra provincia. I dati ufficiali dell’azienda sanitaria locale “fotografano” attualmente 2.146 persone isolate a casa per il Covid.

Un dato che andrebbe almeno moltiplicato per tre – se non per cinque, portando i positivi reali al Covid-19 fra i 6 e i 10mila – considerando che, accanto a quelli che non si tamponano (e continuano a fare la loro vita normale, portando in giro il virus), ci sono quelli che ricorrono ai tamponi fai da te e si mettono da soli in isolamento senza comunicare all’Ausl l’esito positivo del test.

E ormai, dopo quasi tre anni di pandemia, sappiamo bene che nel momento in cui aumentano i positivi fuori dagli ospedali – anche se la grande maggioranza ha forme lievi – in proporzione cresce anche il numero dei ricoveri.

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