Gazzetta di Reggio

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Il bilancio dell'Arma

Denunciate 1.522 truffe e frodi in rete. «In campo contro gli episodi odiosi»

Gabriele Farina
Denunciate 1.522 truffe e frodi in rete. «In campo contro gli episodi odiosi»

Dall’operazione Ghost agli incontri informativi nei circoli e nelle chiese

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Reggio Emilia Ogni giorno nella nostra provincia sono denunciate almeno quattro truffe e frodi informatiche. I responsabili sono scoperti in tre casi su dieci.

A renderlo noto è l’Arma dei carabinieri reggiani nel bilancio di fine anno. Le 1.522 denunce per truffe e frodi informatiche in città e in provincia costituiscono oltre un decimo (il 10,7 per cento) dei reati denunciati complessivamente (14.167).

In 473 casi (il 31,1 per cento del totale) i carabinieri sono risaliti ai presunti responsabili. Sarebbero circa quaranta, da una stima dell’Arma, le truffe sventate.

Un risultato legato alla campagna di sensibilizzazione nel capoluogo e in provincia, durante le messe e in incontri pubblici.

«Le truffe stanno continuando a identificarsi come un reato odioso – sottolinea il tenente colonnello Aniello Mautone, comandante del Reparto Operativo dei carabinieri di Reggio Emilia – perché colpiscono nella stragrande maggioranza di casi una fascia molto debole della popolazione: sono soprattutto le persone anziane».

Negli oltre 1.500 casi denunciati a Reggio Emilia e provincia è possibile riscontrare alcune caratteristiche simili. «Gli episodi si caratterizzano per la capacità dei truffatori di carpire la fiducia delle persone – prosegue il tenente colonnello –. Tali episodi sono particolarmente virulenti per l’impatto che hanno sui cittadini».

Ormai da anni, i carabinieri distribuiscono materiali informativi con consigli utili per evitare d’incorrere in episodi spiacevoli.

«Il primo consiglio è sempre quello di avere la possibilità di fare la “prova del nove” – spiega Mautone –, ovvero di trovare un riscontro rispetto a quanto viene detto da queste persone quando ci approcciano».

Gli approcci possono essere molto diversi. «Per esempio, c’è il caso di chi si presenta dicendo: “Sono un avvocato. Suo figlio è rimasto coinvolto in un incidente stradale” – ricorda il comandante –. Consigliamo di chiamare qualcuno che possa aiutare quella persona o coadiuvarla per farle capire che si ha che fare con un truffatore. Il consiglio è di cercare d’informarsi il più possibile».

Senza dimenticare le attività investigative vere e proprie, che hanno portato per esempio all’operazione Ghost. Quarantotto le persone denunciate, ritenute a vario titolo responsabili di oltre duecento truffe per un giro d’affari illecito che supera il milione di euro.

«L’Arma reggiana si sta muovendo in modo molto efficace attraverso momenti d’incontro –, portati avanti soprattutto dai comandanti di Compagnia di Guastalla, Reggio Emilia e Castelnovo Monti e dai comandanti di Stazione. Cerchiamo di rendere edotti i cittadini per evitare di essere coinvolti in questo tipo di reati».

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