Mautone: «Saman Abbas è stata ritrovata. Potrà ricevere degna sepoltura»
Il 10 febbraio via al processo. Il comandante del Reparto Operativo: «Attenzione altissima»
Reggio Emilia «Il ritrovamento di Saman Abbas è l’evoluzione di una pagina molto triste».
Il tenente colonnello Aniello Mautone, comandante del Reparto Operativo dei carabinieri di Reggio Emilia, dosa le parole nel ripercorrere gli aggiornamenti del 2022 nel giallo di Novellara. Sono stati i carabinieri della Stazione di Novellara a presentarsi il 5 maggio 2021 con un mandato di perquisizione presso il luogo in cui la diciottenne pakistana risiedeva con la famiglia.
Né Saman né i genitori erano presenti. Le dichiarazioni contrastanti dello zio Danish Hasnain e del fratello minore di Saman avrebbero indotto la Procura di Reggio Emilia ad aprire un fascicolo per sequestro di persona.
«Dal giorno in cui è venuto fuori il caso di Saman, l’Arma e in particolare il nucleo investigativo non hanno mai smesso di implementare la loro attività», rimarca il tenente colonnello.
Un’attività svolta in costante contatto con la Procura di Reggio Emilia, come ricorda il comandante del Reparto Operativo. «L’attenzione dell’Arma e della Procura è stata altissima – aggiunge Mautone –. Il procuratore Calogero Gaetano Paci ha avuto contatti diretti con personaggi istituzionali in Pakistan. Un’attività come la prevenzione non si vede, ma è stata portata avanti in modo costante».
Il 2022 ha tre date fondamentali da tenere a mente. Il 14 febbraio è stato annunciato l’arresto a Barcellona del cugino di Saman, Nomanulhaq Nomanulhaq, che dopo l’estradizione s’è detto estraneo ai fatti, avvalendosi della facoltà di non rispondere.
Il 15 novembre è stato arrestato in Pakistan Shabbar Abbas, il padre della giovane, rinviato a giudizio in Italia. Abbas è in carcere a Islamabad e ha ricevuto un mandato di cattura internazionale dell’Interpol.
Il 19 novembre i carabinieri hanno reso noto il ritrovamento del corpo presso un vecchio casolare abbandonato, poco distante da dove viveva la famiglia Abbas.
«I risultati di quest’anno rappresentano la punta dell’iceberg – sottolinea il tenente colonnello –: dall’arresto a febbraio del cugino all’arresto del padre in Pakistan il mese scorso al ritrovamento della ragazza».
Sul corpo sono stati disposti esami approfonditi, incluso il test del Dna, per avere conferma sull’identità della giovane. La ragazza aveva indosso una cavigliera, un braccialetto, un paio di orecchini e vestiti riconducibili a quelli ripresi dalle telecamere poche ore prima della sua scomparsa. Saman Abbas si era opposta a un matrimonio combinato, presentando diverse denunce.
«Il ritrovamento di Saman Abbas è l’evoluzione di una pagina molto triste – ribadisce Mautone – e ci dà la possibilità di avere un certo tipo di inquadramento processuale della situazione».
Il 10 gennaio 2023 il padre è atteso davanti al giudice in Pakistan. Il 10 febbraio 2023 inizierà il processo a Reggio Emilia. Gli imputati sono cinque: Shabbar Abbas (in attesa dell’udienza sull’estradizione), la madre Nazia Shaheen (latitante in Pakistan), lo zio Danish Hasnain, i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq (tutti e tre in carcere). Le accuse sono omicidio premeditato in concorso, sequestro di persona e soppressione di cadavere.
I carabinieri hanno voluto lanciare un messaggio di vicinanza alla giovane. «Almeno avremo la consolazione di sapere che si potrà dare una degna sepoltura a Saman», conclude Mautone.
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