Ricordato il sacrificio di Quarto Camurri. «Scelse la parte giusta»
Ieri la commemorazione al cimitero di Guastalla
Reggio Emilia Ieri mattina, al cimitero di Guastalla, sono state portate sette rose bianche e una rosa rossa, sulla tomba di Quarto Camurri nel ricordo del 79esimo anniversario della sua morte e dell’eccidio dei fratelli Cervi.
Il giovane di soli 22 anni, venne fucilato per rappresaglia il 28 dicembre 1943 al poligono di tiro di Reggio Emilia, insieme ai fratelli Cervi.
Questo episodio è ancora oggi il simbolo da un lato della violenza fascista, dall’altro del sacrificio di una generazione di donne e uomini che ha lottato fino alla fine per la pace e per la libertà.
Come disse papà Alcide Cervi, «Quarto Camurri era un bravo ragazzo» e come allora, resta e resterà per sempre legato alla tragica vicenda della famiglia antifascista più famosa della Resistenza italiana.
Alla commemorazione, davanti alla tomba di Quarto Camurri, erano presenti alcuni familiari, il sindaco di Guastalla Camilla Verona, con alcuni consiglieri comunali, il collega di Campegine Alessandro Spanò, il vicesindaco di Brescello Stefano Storchi e, per il Comune di San Martino in Rio, l’assessore alla Coesione sociale Matteo Panari oltre ad Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi, e Claudio Malaguti, presidente dell’Anpi di Guastalla. Presente anche Roberto Iandiorio, comandante della Compagnia carabinieri di Guastalla e una delegazione della Polstrada.
Nel corso della commemorazione è intervenuta la sindaca Verona, che nel ricordare la figura di Quarto Camurri ha ammonito di «non abbassare la guardia di fronte a comportamenti che limitano la libertà degli individui».
Toccante l’intervento di Albertina Soliani che ha parlato di “scelta” di Quarto Camurri per essere stato dalla parte giusta, e non di “sacrificio” perché – ha sottolineato la presidente dell’Istituto Cervi – «si è opposto alla disumanità del fascismo».
E ha aggiunto: «La mattina in cui Quarto e i fratelli Cervi sono stati fucilati, tutto è avvenuto all’alba, nel silenzio, perché quello per i fascisti è stato un atto vergognoso, al punto che non si seppe neppure dove erano stati sepolti. L’Italia è una Repubblica antifascista e qualunque colore politico del governo che l’amministra deve assolutamente tenere in forte considerazione questo fatto».
Poi l’intervento di Malaguti presidente Anpi Guastalla. «Ancora oggi più che mai è necessario ispirarsi all’eredità lasciata dall’esempio di Quarto e dei fratelli Cervi per difendere la libertà conquistata allora con il costante impegno e la partecipazione: una cittadinanza attiva e consapevole dei diritti da difendere e dei doveri da sostenere e onorare e senza dimenticare conflitti, disuguaglianze e negazione di diritti».
Il corteo si è poi ritrovato in piazza Mazzini per l’omaggio alla stele commemorativa di Quarto Camurri.
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