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«Da Codemondo a San Bartolomeo siamo dimenticati»

Serena Arbizzi
«Da Codemondo a San Bartolomeo siamo dimenticati»

I residenti a sud ovest della città protestano: «Paghiamo per scelte fatte a beneficio di altri»

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Reggio Emilia «I cittadini di Codemondo, San Bartolomeo e, più in generale, di tutto il quadrante a sud ovest di Reggio Emilia, sono stanchi di pagare per le scelte che vengono fatte a beneficio di altri punti della città. Un esempio per tutti: il passaggio a livello di via Antica, chiuso per riaprire quello di via Ramazzini».

Sono sul piede di guerra i cittadini che si sono riuniti in più comitati che abitano tra San Bartolomeo, Codemondo e nella zona più a ovest della provincia, incastonata “tra Quattro Castella, Bibbiano e Cavriago”. I residenti evidenziano molte criticità che riguardano più temi: la viabilità e i pericoli delle strade al primo punto. E chiedono di essere ascoltati, dopo numerosi appelli, raccolte firme che si sono susseguite anno dopo anno e manifestazioni.

Crocevia di pendolari

“A Codemondo via Freddi è una strada comunale che ormai si è trasformata in tangenziale”. Sono perentori i cittadini sul traffico che si riversa su questa via. La frazione è diventata un crocevia di pendolari, provenienti dalla Val d’Enza, dalla montagna e dalla parte ovest della provincia, dove le strade comunali e residenziali sono diventate delle tangenziali. Inoltre, in via Freddi sorge anche un plesso scolastico». Un’altra strada, che diventa alternativa al blocco che si forma all’altezza di Rivalta, è via Ghiarda: «Anche qui c’è traffico ntensificato da chi vuole correre», esplicitano i comitati.

«Scelte inconcepibili»

Lo smog, il traffico e gli ingorghi sono provocati si moltiplicano in questo quadrante della città. «Negli anni era stato realizzato uno spartitraffico in via Teggi, di fronte alla farmacia che però non serviva a far defluire le macchine – continuano i residenti –. Anche ora la chiusura di via del Quaresimo, di fatto, obbliga gli automobilisti a fare una sorta di inversione davanti al piazzale del bar Mixer, creando un caos infinito, senza che si pensi a come smaltire il traffico in modo efficiente. La chiusura di via del Quaresimo non permette nemmeno di raggiungere agevolmente la chiesa della frazione perché per arrivare su quella strada bisogna compiere manovre pericolosissime. Anche gli anziani che vogliono andare a messa in auto, quindi, sono in condizioni di difficoltà perché fanno fatica a raggiungere l’edificio religioso».

Gli incidenti

Si tratta di un quadrante a incidentalità elevatissima: a sud ovest della città si è pagato un alto tributo in termini di vittime della strada.

«Fino a due anni fa c’erano stati otto morti in sette anni – affermano i comitati –. Si tratta, in tutti i casi, o di pedoni o di ciclisti, o, ancora, di motociclisti. Un tributo altissimo che testimonia come l’incolumità delle fasce più deboli della strada sia sempre messa a repentaglio. Alcune delle vittime sono studenti. Parliamo del territorio compreso fra il tratto dalla via Emilia, all’altezza di Cella e Cadè, fino all’asse verticale della statale 63 che scende da Rivalta. Il numero di vittime della strada è inaccettabile».

La ciclabile negata

Una delle iniziative più caldeggiate, abbandonate nel corso del tempo, è a grande incompiuta di questo quadrante: la ciclabile che collega Rubbianino a San Bartolomeo. È stato realizzato il primo stralcio, ma soltanto con il secondo l’opera avrebbe dovuto arrivare a compimento. «Il secondo stralcio includeva la promessa di arrivare a Codemondo – sostengono i cittadini –. Questo è un tasto molto dolente. Cinque anni fa, infatti, sono state raccolte le firme per questa ciclabile. Se la prima parte è stata realizzata, infatti, la seconda avrebbe dovuto unire San Bartolomeo a Codemondo. Nonostante fosse stata deliberata e finanziata, improvvisamente i fondi sono stati utilizzati per fare altro. Resta, dunque, un’opera incompiuta. Quel tratto di ciclabile consente soltanto di fare una camminata, perché inizia nel nulla e finisce nel nulla. In compneso, a settembre 2021 sono state raccolte altre firme,al centro della discussione in Consiglio comunale a inizio 2022. La ciclabile che avrebbe dovuto collegare San Bartoloneo a Codemondo, dunque, è stata deliberata e finanziata, con realizzazione nel 2023. Non si capisce perché il Comune abbia deciso di realizzare un’opera che servirà solo a un centinaio di abitanti in via Sottili quando tra Codemondo e San Bartolomeo abitano 3.500 cittadini. Quella ciclabile consentirebbe di raggiungere le scuole a piedi. E gli alunni di Codemondo vanno a scuola a San Bartolomeo».

La bretella fantasma

«La bretella altro non è che una variante che avrebbe dovuto essere già stata realizzata oltre 20 anni fa – tuonano i cittadini –. Avrebbe permesso di collegare la Provinciale 72 proveniente da Ghiardo e Bibbiano alla Provinciale Cavriago-Montecchio all’altezza dello stabilimento di Mariella Burani. Le due strade corrono vicinissime e con una bretella dalla lunghezza contenuta si sarebbe potuto convogliare il traffico da Ghiardo e Bibbiano direttamente sull’altra Provinciale, portandolo a Corte Tegge sulla via Emilia ed evitando, così, di coinvolgere il centro di Codemondo. Adesso, invece, tutti i camion che scendono dal Ghiardo, passano per il centro della frazione, producendo rumore, inquinamento e pericoli incommensurabili. Di solito vengono realizzate bretelle della lunghezza di più chilometri per togliere traffico pesante da centro abitato. Questo sarebbe il caso opposto: una bretella di poche centinaia di metri che toglierebbe con ottimi costi-benefici il traffico da due chilometri e mezzo di centro abitato, con un rovesciamento di rapporti. Questo progetto, presentato dal comitato “Codemondo Respira”, si spera possa essere preso in seria considerazione».

Il progetto di questa bretella collegherebbe via Sottili (la Provinciale 72) alla Provinciale Cavriago-Montecchio, che passa su strade dove sono presenti capannoni.

«Sul nostro territorio, in conclusione, di raccolte firme ne sono state fatte tantissime – concludono i residenti –. Sono state realizzate sia per riaprire via del Quaresimo, sia per il completamento della ciclabile di San Bartolomeo, così come per riaprire la fermata sulla Reggio-Ciano. L’ultima petizione, in ordine di tempo, è quella per riaprire via Antica, a Codemondo. Si sono formati più comitati per chiedere che la zona del quadrante a sud ovest della città venga presa in considerazione con la stessa dignità di altri punti della città che vengono, invece, valorizzati».

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