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La tragedia

Il pianto di due vescovi per i missionari morti: «Preghiamo per i feriti»

Ambra Prati
Il pianto di due vescovi per i missionari morti: «Preghiamo per i feriti»

Nella delegazione reggiana diretta in Madagascar c’è anche l'ingegnere Vola, figlio dei dottori

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Reggio Emilia «Esprimo tutto il mio affetto e la mia vicinanza ai parenti dei nostri cari defunti, alla famiglia delle Case della Carità, ai missionari malgasci e tutti coloro che sono oggi nel pianto e nel dolore. La mia preghiera è per voi e per suor Marie Odette e i novizi Fidson ed Herschel, che sono ricoverati in gravi condizioni, e per suor Hary Berthine». Questo il fulcro del messaggio del vescovo di Reggio Emilia Giacomo Morandi, che insieme al vescovo emerito Massimo Camisasca piange la scomparsa dei cinque missionari vittime di un incidente stradale. Giovedì 5 gennaio, alle ore 16 in Cattedrale a Reggio Emilia, l’arcivescovo Giacomo Morandi presiede una celebrazione diocesana in suffragio dei missionari malgasci defunti.

L’incidente d’auto si è verificato il 27 dicembre in Madagascar, nella diocesi di Manakara. Il fuoristrada sul quale viaggiavano nove persone della missione di Ampasimanjeva – finanziata e gestita dalla Diocesi di Reggio dal lontano 1967 – è uscito di strada al rientro da un pellegrinaggio a Vohipeno e si è schiantato contro un albero. Cinque i morti: il dottor Martin Raoelina Randriatioana, 69 anni, direttore dell’ospedale Fondation Médicale di Ampasimanjeva, insieme alla moglie, la dottoressa Nivo; don Didier Razafinjatovo e due carmelitane, suor Justine Lalao e suor Marie Louise. Sono rimasti feriti gravemente suor Marie Odette e i novizi Fidson ed Herschel; fuori pericolo suor Hary Berthine.

Intanto ieri è partita la delegazione reggiana alla volta del Madagascar. Si tratta di quattro persone, in rappresentanza della Diocesi: Don Pietro Adani, responsabile del Centro Missionario Diocesano, don Filippo Capotorto, responsabile della Congregazione Mariana delle Case della Carità, suor Teresa Cristina e il figlio dei coniugi medici, Vola Randriatioana. I dottori defunti avevano quattro figli: due in Madagascar e due in Italia. La figlia Michelle si è formata una famiglia e abita a Sassuolo, mentre il figlio Vola è un ingegnere di 39 anni che dal 2001 risiede a Castelnovo Sotto. «Vuole partecipare al funerale dei genitori – ha detto don Pietro dall’aeroporto di Linate – Preferisce non parlare, è molto provato».

Il gruppo reggiano, decollato ieri alle 14.30, porterà alla missione di Ampasimanjevo i messaggi di ben due vescovi (l’attuale e il predecessore) e il cordoglio di due comunità, quella modenese e quella reggiana, che tanti legami hanno con il popolo malgascio. Il dottor Martin era venuto a Reggio in novembre, per il progetto di rilancio della missione presentato il 16 dicembre. Don Didier era atteso in città a gennaio; aveva studiato nel nostro seminario e lascia tanti amici tra i parroci reggiani.

La delegazione consegnerà il messaggio del vescovo Giacomo Morandi: «Ringrazio il Signore per il dono di padre Didier, che ho conosciuto nel mio viaggio pastorale nella missione in Albania lo scorso settembre. La sua è stata una presenza discreta e vivace e mi ha aiutato a conoscere il cuore malgascio della famiglia delle Case della Carità. Ringrazio il Signore per averci donato il dottor Martin e la dottoressa Nivo: attraverso la loro premura e attenzione hanno aiutato l’ospedale di Ampasimanjeva a crescere nella cura delle persone e nell’aiuto a tanti bisognosi. Ho conosciuto il dott. Martin nel mese di novembre per la presentazione del progetto “Ero malato” e ho intravisto in lui il grande desiderio di sviluppare la sanità».

Nel suo messaggio il vescovo merito Massimo Camisasca ricorda «la generosissima dedizione» delle vittime, «nella certezza che Dio accolga il loro sacrificio e renda eterno il bene da loro compiuto».

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