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Un anno record per l'educazione stradale

Ambra Prati
Un anno record per l'educazione stradale

A lezione dalla Polstrada 17mila studenti e genitori. Coinvolti i campi estivi parrocchiali e le feste di quartiere

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Reggio Emilia Un anno record per l’educazione stradale. Sono state oltre 17mila le persone – tra minori e adulti – formate dagli agenti della polizia stradale di Reggio.

«Si tratta di numeri rilevanti, che crescono sempre di più a testimonianza della bontà del lavoro svolto. Ore e ore di lavoro poco quantificabile e dietro le quinte, ma di pari valore rispetto all’aspetto repressivo – commenta il comandante della Polstrada di Reggio Emilia Ettore Guidone –. La prevenzione, a nostro avviso, è un dovere fondamentale per una specialità come la nostra: lo è per tutte le forze dell’ordine, ma per noi in particolar modo. Fa clamore il singolo incidente mortale, ma per rendere più sicure le strade occorre una seria attività di formazione sui futuri conducenti».

Gli agenti della polizia stradale che salgono in cattedra cercano sempre di tarare l’educazione stradale in base all’età dei ragazzi. «Nella scuola elementare la materia si illustra con una modalità ludica; a quell’età l’attenzione e il risultato è ottimo, i bambini sono come spugne – prosegue Guidone – Alle scuole medie si deve attirare l’attenzione sugli argomenti di interesse: si punta soprattutto sul cellulare perché è la realtà che i ragazzini vivono tutti i giorni, sperimentando per la prima volta una mobilità autonoma nel tragitto casa-scuola. Negli istituti superiori può essere più complesso poiché la personalità dei ragazzi è già formata e occorre illustrare del materiale accattivante. Da questo punto di vista le prove pratiche sull’utilizzo del monopattino elettrico sono funzionali: fanno divertire e apprendere».

Se per formazione si intende da un minimo di due ore a un massimo di una giornata intera, il modulo didattico per l’educazione stradale abbina sempre teoria e pratica: così, dopo una infarinatura sulle cause più frequenti di incidenti stradali e sui corretti comportamenti da praticare, si passa in palestra o nei cortili per percorsi guidati a piedi, in bicicletta o sul monopattino. Attività che talvolta escono dall’aula per essere sperimentate nelle piazze, in occasione delle fiere di paese come quella di primavera di Sant’Ilario, di manifestazioni di quartiere come “Cento strade per unire” in via Adua a Santa Croce o ancora come attività dei Grest parrocchiali. «La scorsa estate la polizia stradale è stata chiamata anche dalle parrocchie, per giornate monotematiche che hanno avuto un riscontro positivo».

Nelle scuole sono stati numerosi i progetti che hanno contribuito a costruire il puzzle educativo. La campagna di sicurezza stradale “Icaro”, focalizzata sulle principali cause di incidenti stradali (distrazione, velocità, mancato rispetto della distanza di sicurezza, guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti), giunta alla ventiduesima edizione, ha visto il coinvolgimento di 5.335 studenti appartenenti a 37 istituti scolastici. La campagna di sensibilizzazione “Il monopattino itinerante”, promossa dal Miur, ha avuto l’intento di responsabilizzare i ragazzi ad un corretto utilizzo di questa nuova mobilità: sono state 11 le scuole coinvolte con 2.151 studenti formati dagli agenti Polstrada tra lezioni frontali e una prova pratica alla guida di monopattini elettrici su un percorso di esercitazione.

Al termine degli incontri agli studenti è stato distribuito un opuscolo informativo realizzato dalla polizia stradale di Reggio Emilia.

Infine da nove anni il comando di Reggio Emilia, in collaborazione con la società del Brennero A22, è impegnato nel progetto di educazione stradale rivolto agli studenti delle superiori denominato “Abc”: quest’anno gli istituti che hanno aderito all’iniziativa sono stati sette e hanno permesso di raggiungere 1.196 studenti.

«Reggio ha sempre avuto una tradizione sull’educazione stradale – dichiara Guidone – I numeri del 2022 sono gratificanti per noi: significano che si è compresa l’importanza di questa battaglia. Ora stiamo già programmando l’anno prossimo».

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