Caccia a una Bmw bianca
Si stringe il cerchio sul pirata che ha travolto e ucciso il 43enne Andrea Lodi Rizzini la vigilia di Natale
Boretto Una Bmw serie 1 bianca, costruita tra il 2011 e il 2013. È questa l’auto che secondo i carabinieri di Viadana ha travolto e ucciso, la sera della vigilia di Natale, il 42enne Andrea Lodi Rizzini, cuoco viadanese.
Secondo la ricostruzione dei militari, la vettura è transitata sul ponte tra Boretto e Viadana, in direzione del Mantovano, intorno alle 21.30 del 24 dicembre scorso. «Chiunque possa avere informazioni utili contatti i carabinieri di Viadana allo 0375-820.400» è il messaggio che giunge dall’Arma.
Andrea Lodi Rizzini quella sera aveva cenato col padre, nella loro abitazione di Cogozzo. Poi, i due si erano salutati: l’anziano per andare a messa, mentre il 43enne per dirigersi verso Boretto. Da qualche tempo, infatti, Lodi Rizzini aveva preso a frequentare il centro reggiano. Qui in tanti si ricordano di lui. In particolare, al Circolo Arci Cantiere.
Hanno raccontato che cir ca dallo scorso mese di ottobre era diventato un cliente fisso. Ordinava una tisana, se ne stava tranquillo al tavolo. Lo ricorda con affetto anche il capitano della nave Stradivari, Giuliano Landini: il 43enne recentemente gli aveva sottoposto il suo currilum. Lui, diplomato nella scuola di cucina di Salsomaggiore, voleva trovare un lavoro dietro ai fornelli.
Scorrendo la sua pagina Facebook, inoltre, emerge come l’uomo fosse in una fase di cambiamenti, rappresentata anche dal fatto che aveva perso molti chili. E coltivava il sogno di trovare una compagna.
Sogni stroncati la sera della vigilia di Natale. A Boretto dicono di non averlo visto arrivare al bar. Il padre, che lo è andato a cercare la mattina di Natale, ha trovato la sua bicicletta a pedalata assistita bucata nei pressi del Lido Po, in territorio borettese. Forse il guasto ha spinto l’uomo ad avventurarsi a piedi nel buio per cercare di ritoranre a casa? È una delle ipotesi.
Purtroppo, quello che ha trovato è stata la morte.
Il suo cadavere è stato trovato nella scarpata, al lato della strada. L’autopsia ha confermato quello che era stato il primo sospetto: che la morte è stata causata da un grosso impatto, compatibile con l’investimento da parte di un’auto. A terra, ci sono anche tracce di quella vettura, che sono servite ai carabinieri per arrivare a identificare modello e marca. Inoltre, sono stati setacciati i registrati delle telecamere della zona. La speranza, però, è che il pirata trovi il coraggio di costituirsi.
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