È morto a 62 anni Jean Paul Tonelli, ex gestore del chiosco
Per 39 anni barista nel cuore del Parco del Popolo
Reggio Emilia Aveva passato il testimone neanche nove mesi fa, ma per 39 anni era stato dietro alle finestre del chiosco del Parco del Popolo, pronto a servire gelati e caramelle ai bambini che conosceva tutti per nome. Jean Paul Tonelli è morto all’improvviso, la sera del giorno di Natale, a 62 anni.
Una tragica notizia, piombata come un fulmine a ciel sereno. Quel cielo che si era spalancato con la pensione ed era carico di progetti, sogni da condividere con la moglie e le figlie e con gli altri, a cui aveva deciso di dedicarsi al più presto col volontariato. Purtroppo, invece, non c’è stato tempo per fare niente.
La vigilia di Natale è stato ricoverato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia perché non stava bene. Niente che potesse far presagire la tragedia che si sarebbe consumata di lì a poche ore, neanche il tempo di rendersi conto, di provare a capire. Una diagnosi di occlusione intestinale si è trasformata in una setticemia fulminate e un uomo ancora giovane e sanissimo come era lui non ce l’ha fatta. Il suo cuore ha cessato di battere per Natale.
Avrebbe compiuto 63 anni il prossimo febbraio, Tonelli. Per 39 anni il suo posto di lavoro è stato il cuore del Parco del Popolo. Con i suoi modi gentili e composti ha visto da quel suo osservatorio speciale, in uno dei luoghi simbolo della città, Reggio Emilia trasformarsi. Lo aveva raccontato lui stesso alla Gazzetta lo scorso aprile, quando lo eravamo andati a trovare in occasione dell’avvicendamento con la nuova titolare del chiosco, Brunella Ferraresi. «Sono stati 40 anni molto piacevoli – ci aveva confidato –. Se ho visto cambiare la città? Sì, è cambiato tutto, ma in tutto il mondo. Bisogna prenderne atto. Ma non bisogna essere legati al proprio passato dove ti ricordi giovane e tutto ti sembrava più bello. Bisogna valutare le cose per quelle che sono».
Di come fosse arrivato al chiosco, ci aveva svelato: «Era il 1983 e lavoravo all’idromeccanica Bertolini, dopo il diploma di ragioneria. Mio nonno Ernesto al tempo faceva ciò che oggi viene chiamata street food con gnocco fritto e castagne. Un giorno mi disse che il chiosco cercava un gestore. Abitavo in via Monzermone, ho fatto le scuole tutte in centro e poi ho lavorato qui tutta la vita. Nel 1992 è stato abbattuto il vecchio manufatto per fare il nuovo chiosco».
La vita da pensionato appena iniziata era piena di progetti e sogni, da realizzare con la moglie Anna Prampolini, con cui viveva ad Albinea, e le amatissime figlie Chiara e Laura. Non ce n’è stato il tempo.
Il funerali sono già stati celebrati in forma privata. La salma, come da sua volontà, verrà cremata.
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