Il Silb: «Nessun concerto a San Silvestro. Cresce il rischio di feste abusive»
Il presidente regionale Indino: «Bene il governo sui rave: sì al pugno di ferro»
Reggio Emilia «L’assenza di eventi fa aumentare il rischio di feste abusive».
Gianni Indino, presidente regionale del Silb, riflette su un dato locale (il mancato concerto in piazza nella notte di Capodanno) per lanciare un allarme più esteso.
«Negli ultimi anni abbiamo cercato di combattere il fenomeno dell’abusivismo – attesta Indino – ma le leggi vengono bypassate e i controlli non effettuati per una sorta di “vivi e lascia vivere”. Le amministrazioni vedono il fenomeno, ma non lo combattono: è ora di finirla».
Il Silb (acronimo di sindacato italiano locali di ballo) rappresenta la Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) di Confcommercio.
«Vogliamo che le stesse regole imposte a noi siano applicate ai locali estemporanei – sottolinea il presidente regionale –. Noi paghiamo il cinquanta per cento di tasse tra Siae, Isi e Iva. Poi ci sono da pagare il personale, il materiale, le bollette, gli affitti: combattere contro il gratis è impossibile».
Indino effettua una panoramica da Piacenza a Rimini. «Una volta, in Emilia Romagna c’erano circa ottocento locali – ricorda il presidente regionale – Ora sono la metà. Il periodo delle festività natalizie copriva circa il cinquanta per cento del fatturato. Ora dobbiamo contrastare con i fuorilegge. Certo, dovremmo essere bravi a lanciare nuove tendenze. Se non incassiamo, come facciamo però a investire?».
Il presidente regionale del Silb insiste sulla ricetta del divertimento in sicurezza. «La nuova tendenza dei locali impedisce ai minorenni di entrare – riflette Indino –. La domanda è: dove andranno? I minori da noi non possono bere alcol, ma fuori? Va fatta molta attenzione perché ci saranno ragazzi che si ritroveranno a festeggiare nei capannoni».
Un’eventualità contro cui il governo Meloni ha annunciato una stretta attraverso il decreto legge sostenuto dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
«Il governo è partito con il piede giusto facendo leva sul pugno di ferro – giudica Indino –. Speriamo che l’impianto del decreto rimanga senza essere “annacquato” e che le indicazioni di massima siano rispettate».
In attesa dell’approvazione del testo che scade domani, il sindacato identifica problemi ancora più urgenti da affrontare. «Sembra che nessuno abbia voglia di verificare che tutte le condizioni di sicurezza, igiene e legalità siano rispettate in queste feste abusive che nascono come funghi – attacca Indino –. I social sono stracolmi di annunci che promuovono party e feste di Capodanno: decine, anzi centinaia su tutto il territorio dell’Emilia Romagna. Cenoni con ballo in ristoranti disponibili, pub e locali serali con dj-set fino al mattino, ville, dimore storiche, capannoni industriali diventano location improvvisate per cene a cui si unisce il ballo offerto anche con possibilità di free drink senza limite o controllo. Una situazione non più tollerabile per chi fa questo di mestiere sottostando a tutte le normative del caso».
Un punto su cui batte i pugni sul tavolo Caterina Reverberi, presidente provinciale del Silb. «Le feste abusive vanno stroncate subito – il monito di Reverberi – e si può fare: sono pubblicizzate dappertutto. Se le vedo io, le possono vedere anche le forze dell’ordine. Non sono pubblicizzate dalla sera alla mattina, ma sempre con un po’ di anticipo».
La presidente provinciale del sindacato italiano locali da ballo intende fare una precisazione: nel mirino del Silb non ci sono gli eventi privati e nemmeno le cene organizzate in famiglia a casa tra parenti e amici.
«Ognuno a casa sua fa quello che vuole – sottolinea Reverberi –. Tuttavia, un conto è se si organizza una festa privata e si offre tutto; un altro conto è se si fa pagare e diventa una serata a scopo di lucro. In quel caso diciamo di no. Nelle serate bisogna mettere tutto, anche il servizio d’ordine».
A stilare un elenco ci pensa Indino. «Come aziende ci dobbiamo confrontare con vincoli, permessi, una commissione di vigilanza provinciale per verificare quali strutture sono idonee e possono ospitare senza pericoli i ragazzi – esplicita il presidente regionale –. I funzionari dell’Ausl verificano i bagni, i vigili del fuoco controllano i dispositivi antincendio, i tecnici comunali passano in rassegna gli impianti. Tutti questi controlli non sono effettuati nei locali estemporanei, che non hanno dunque i requisiti per organizzare le serate».
La presidente provinciale conferma e rilancia. «Non siamo tutelati come categoria – critica Reverberi – né siamo apprezzati per l’ordine e la sicurezza che offriamo nelle nostre serate. Al contrario, se succede qualcosa è sempre colpa del locale e mai dei giovani o dei genitori che danno loro le carte di credito senza che si sappiano gestire. Noi controlliamo che i minori non bevano nelle nostre serate. Nelle feste abusive i ragazzi a 16-17 anni si ubriacano senza che nessuno controlli».
Una posizione condivisa con il presidente regionale. «Non vorrei che i più dimenticassero che la crisi dei nostri locali comincia laddove inizia l’abusivismo generalizzato di personaggi scaltri che lucrano anche sulla sicurezza dei ragazzi – riprende Indino –. La mia è una preoccupazione non solo di natura economica, anche se molto importante per tutto il nostro comparto, ma anche di legittimità e legalità, di igiene e sicurezza per i ragazzi. Ecco perché ribadisco e chiedo a gran voce l’intervento di chi ha il compito di vigilare, controllare e verificare che tutto proceda tenendo a mente che il nostro Paese non si può più permettere di trascurare il nostro settore e dunque i nostri appelli di contrasto all’abusivismo».
«Serve il rispetto sia verso i locali sia verso le forze dell’ordine», conclude Reverberi, chiamando in causa genitori e figli.l
G.F.
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