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La cerimonia

Reggio Emilia abbraccia i Fratelli Cervi e Quarto Camurri

Gabriele Farina
Reggio Emilia abbraccia i Fratelli Cervi e Quarto Camurri

Ricordati a 79 anni dalla fucilazione. Vecchi: «Si opposero alla dittatura fascista con coraggio e forza»

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Reggio Emilia «Voi ci uccidete, ma noi non moriremo mai». Davanti al Poligono di tiro risuona l’ultimo grido di Gelindo Cervi.

Settantanove anni prima, il più grande dei sette figli di Alcide Cervi e Genoeffa Cocconi rivolse il grido al plotone di esecuzione fascista che li avrebbe uccisi tutti. Era l’alba del 28 dicembre 1943.

Gelindo aveva 42 anni, Antenore 39, Aldo 34, Ferdinando 32, Agostino 27, Ovidio 25, Ettore 22. Con loro fu fucilato anche il partigiano guastallese Quarto Camurri, allora 22enne.

Il ricordo al Poligono di tiro di Reggio Emilia è affidato alla sezione provinciale dell’Anpi e al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.

«Erano sette fratelli – ricorda il sindaco –. Si opposero alla dittatura fascista con il coraggio di chi lotta per la libertà e con la forza di chi crede nella cultura come unica via di emancipazione».

Le cerimonie di ieri concludono due giorni intensi lungo l’arco della Provincia. A Reggio Emilia è intervenuto ieri anche il presidente della Provincia, Giorgio Zanni.

Una riflessione è stata affidata ad Albertina Soliani, presidente dell’istituto Alcide Cervi. La stessa Soliani ha poi riflettuto sul valore della Resistenza nel 2022 ai microfoni di Radio Immagina.

«È possibile che ci sia una politica di destra in Italia ma non è accettabile che essa sia nostalgica del periodo fascista – l’attacco di Soliani, in qualità di vicepresidente dell’Anpi –. Ogni generazione ha il suo antifascismo. Ma è sempre e solo a partire da questi valori che si possono aprire tutte le porte del futuro. Essere antifascisti vuol dire, oggi più che mai, avere a cuore i problemi delle persone, non depredare il territorio e l'ambiente. I giovani di oggi ci stanno insegnando che non si può pensare solo a noi stessi».

Soliani ha preso parte nella mattinata di ieri all’incontro “La Resistenza negli occhi dei giovani di oggi” nella sala Genoeffa Cocconi di Casa Cervi, ai Campirossi di Gattatico.

A Guastalla il momento di ricordo è stato affidato al sindaco Camilla Verona. «Un momento di ricordo di chi ha dato la propria vita per la democrazia e per la libertà – rimarca Verona in un post sui social –, nella consapevolezza che ogni giorno quei valori vanno difesi».

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