A Casalgrande riscoppia la guerra su via Moro aperta al traffico
Il Pd denuncia i danni, il sindaco replica: «Progettata così dal centrosinistra»
Casalgrande Si riaccende l’annosa discussione sul piccolo tratto pedonale di via Moro, al centro dell’ultima campagna elettorale e ora occasione per tirar fuori anche gli interventi urbanistici che hanno portato alla pavimentazione di piazza Ruffilli, la piazza del teatro, e del PalaKeope, il palazzetto dello sport locale.
Alcune settimane fa, l’opposizione Pd ha presentato una interrogazione in cui si denuncia il pessimo stato del fondo di via Moro, la strada che da piazza Martiri della Libertà e dal municipio conduce fino al teatro e alla biblioteca di piazza Ruffilli, distanti alcune decine di metri. Via Moro, un tempo pedonale, è tornata accessibile alle auto da quasi tre anni, per scelta dell’amministrazione civica di Daviddi, vittoriosa al ballottaggio contro il Pd nella primavera 2019. E proprio il ritorno delle auto è visto come causa del forte deterioramento del fondo.
Giovedì, nell’ultimo consiglio comunale, la mozione è stata discussa e il primo cittadino, rispondendo al capogruppo Pd Matteo Balestrazzi, ha ripescato tutti i provvedimenti legati agli interventi su via Moro. «Via Aldo Moro è stata progettata e realizzata nell’attuale configurazione come strada carrabile dalle precedenti amministrazioni a guida Pd», ha affermato Daviddi, citando il progetto risalente a quando il Comune era guidato da Luciano Branchetti, allora esponente Ds poi confluiti nel Pd. Nella relazione dell’epoca, «si fa precisa menzione alla carrabilità del tratto», dice Daviddi.
Per lui, il problema era a monte, in un progetto non adeguato: «Dobbiamo purtroppo constatare che diverse opere eseguite in passato si sarebbero potute realizzare con altri criteri e si sarebbe potuta contestare la scorretta progettazione ed esecuzione dei lavori, facendo valere i termini di garanzia. Si è invece scelto successivamente di chiudere la strada al traffico».
La riapertura decisa nel 2019 viene rivendicata: «Ha dato un’importante boccata di ossigeno alle attività commerciali che si erano ritrovate a operare in un centro completamente desolato. Il traffico veicolare opportunamente regolamentato non ha visto materializzarsi la catastrofe evocata dall’opposizione al momento della riapertura, anzi».
Il dibattito è stata l’occasione per Daviddi per citare altri interventi curati dalle precedenti amministrazioni di Centrosinistra, e parlare di problemi forti emersi, sul fondo di piazza Ruffilli e nelle basi del PalaKeope, per il sindaco costruito sopra a una vecchia discarica ceramica.
«Perché il pavimento di piazza Ruffilli è in quelle condizioni? È un errore di progettazione, una piastrella sotto ai cinque millimetri come quella usata non avrebbe mai potuto reggere, siamo nella patria della ceramica e non è stato un problema chiederlo a degli esperti», è l’attacco. Ancora più pesante la questione PalaKeope: «Quando il muro di sostegno è crollato, è stata fatta la richiesta di intervento all’impresa costruttrice, la cooperativa Unieco, che non ha mai dato risposta. Il muro è crollato e noi non abbiamo chiesto danni e non ci siamo rivalsi su quella cooperativa», è il resoconto di Daviddi. l
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