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Capodanno

Guerra ai botti abusivi. «Attenzione alla bomba Kvara»

Serena Arbizzi
Guerra ai botti abusivi. «Attenzione alla bomba Kvara»

I carabinieri di Reggio Emilia mettono in guardia dai fuochi in vendita sul mercato in modo illegale

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Reggio Emilia Si chiama “bomba Kvara” il nuovo botto pronto a esplodere a Capodanno al centro dell’interesse investigativo perché preparato per il mercato nero. Come ogni anno, infatti, si susseguono le iniziative di vari enti, tra i quali i Comuni in prima linea, che con l’arrivo dei festeggiamenti di fine anno emettono ordinanze che prevedono divieto di utilizzo di petardi e fuochi d’artificio. Nonostante questo, non si è fermato il lavoro di chi sta producendo nuovi botti da immettere sul mercato nero.

La novità di quest’anno è la cosiddetta “bomba Kvara”, il cui nome trae spunto dal nuovo idolo calcistico del Napoli: Khvicha Kvaratskhelia.

La tradizione di attribuire il nome di un calciatore a un botto di particolare potenza affonda le sue radici a diversi anni fa, quando si coniò la “bomba Maradona”. Si ricordano anche quelle di Careca, Zola, fino alla “bomba Cavani” e alla “bomba Higuain”. Altre bombe erano pure “intitolate” a personaggi della politica o noti alle cronache, come la “bomba Bin Laden” dopo gli attentati alle Torri gemelle del 2001 e la “bomba Covid” dopo la pandemia.

I carabinieri si fanno trovare pronti in prossimità delle feste: il comando provinciale di Reggio Emilia promuove, infatti, la campagna di sensibilizzazione “Usa la testa, non rovinarti la festa”, rivolta soprattutto ai giovani, per educarli al corretto uso dei fuochi pirotecnici legali e disincentivare l’acquisto dei pericolosissimi fuochi illegali, che spesso provocano vittime o feriti, soprattutto tra i giovanissimi. Anche quest’anno la varietà di fuochi d’artificio è assortita e anche molto pericolosa.

La “bomba Kvara” può contenere fino a 500 grammi di mix esplosivo. Il nuovo botto è illegale e si starebbe diffondendo sul mercato parallelo in vista del Capodanno come riproduzione potenziata dei pericolosi ordigni ideati per celebrare l’arrivo del 2023.

«La battaglia – precisano dal Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia – potrà essere vinta se si riuscirà a far comprendere, soprattutto ai giovani, che il problema è essenzialmente culturale. In questi casi, quasi sempre gli incidenti sono dovuti a disattenzione e non a fatalità».

Quali sono alcuni accorgimenti per riconoscere un botto illegale e non favorire, pertanto, la crescita del mercato nero parallelo a quello legale? Innanzitutto, i giochi pirotecnici autorizzati e in libera vendita devono riportare sulla confezione un’etichetta con il numero del decreto ministeriale che ne autorizza il commercio, oltre al nome del prodotto, la ditta produttrice, la categoria di appartenenza e le modalità d’uso. Possono essere venduti in tutti gli esercizi che sono in possesso di licenza per la vendita di giocattoli e possono essere acquistati da tutti, purché almeno quattordicenni. Se il gioco pirotecnico è privo di etichetta, è sempre da considerarsi proibito. Alcuni giochi, anche se non sono vietati, si possono rivelare comunque molto pericolosi e possono causare, se non utilizzati in modo corretto, gravi danni a persone e cose.

I prodotti pirotecnici classificati dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza in IV (artifici e prodotti affini negli effetti esplodenti) e V categoria (giocattoli pirici), invece, possono essere venduti solamente nei depositi dei fuochi d’artificio o nelle armerie autorizzate e acquistati con porto d’armi o nulla osta, sempre comunque con l’obbligo di denuncia alle forze dell’ordine, ma non possono essere accesi senza licenza.

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