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La neve non si fa vedere: a Capodanno sul Crinale piovono le disdette

Luca Tondelli
La neve non si fa vedere: a Capodanno sul Crinale piovono le disdette

Si soffre con gli impianti costretti allo stop. «E gli eventi pubblici sono pochissimi, poca attrattiva»

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Ventasso L’assenza di neve sta segnando il Capodanno sul Crinale. La prima conseguenza è evidente: un forte calo di presenze nelle località del Crinale. E non solo nelle stazioni sciistiche, come Cerreto Laghi e Ventasso, ma anche in tutte quelle località che nel periodo delle festività, quando il clima invernale regala paesaggi innevati e propongono attività quali ciaspolate, fondo, scialpinismo ed escursioni. Insomma, la mancanza di neve è direttamente proporzionale alla carenza di turismo.

A confermarlo sono anche gli operatori di Cerreto Laghi. «Purtroppo – dichiara Marco Giannarelli, della società TurismoAppennino che gestisce gli impianti di risalita – stanno arrivando agli alberghi tante disdette da persone che avevano prenotato, ma per la mancanza di neve non verranno. Sicuramente nei tre giorni attorno a Capodanno ci sarà pieno, tra le seconde case e chi per tradizione viene qui nei ristoranti, ma tutte quelle persone che vengono soprattutto per sciare ovviamente non vengono senza neve. Tanti andranno sulle Alpi, in quelle località dove le piste sono aperte. Purtroppo l’assenza di neve per noi è davvero critica». Anche il sindaco di Ventasso, Enrico Ferretti, che parla non solo con l’esperienza da amministratore ma anche come maestro di sci proprio a Cerreto non nasconde la preoccupazione: «Da anni lo dico: il turismo invernale in montagna è quello legato alla neve. Le altre proposte sono tutte palliativi, senza neve la gente è meno propensa a venire. Benissimo che per capodanno siano pieni i ristoranti, ma negli alberghi, nei bed & breakfast, negli appartamenti le prenotazioni senza neve sono ferme».

Anche la zona di Castelnovo Monti e della media montagna è in sofferenza, come conferma Rachele Grassi, dell’Ufficio Iat di Castelnovo Monti che è punto di riferimento anche per gli altri comuni dell’Unione.

«Assistiamo ad un quadro piuttosto fermo: va detto che in occasione del Capodanno, nei Comuni montani gli eventi pubblici, feste, concerti e affini, sono davvero pochissimi per cui non c’è grande attrattiva. Ci sono tanti alberghi e ristoranti che propongono cene con musica e animazione, e per il Veglione qui fortunatamente si registra il pieno, sono ormai pochi ovunque i posti disponibili – spiega –. Ma per la maggior parte si tratta di persone che vengono in montagna, passano la serata a mangiare e divertirsi, ma poi non pernotta qui a meno che non abbia seconde case o appartamenti: tornano nelle loro abitazioni per dormire. In generale il clima in questo periodo ha visto la neve sostituita dalla nebbia, che si presenta molto spesso e di sicuro non attrae». Prosegue Rachele Grassi: «Nelle scorse settimane, a Castelnovo Monti e non solo, avevamo ricevuto chiamate per informazioni e prenotazioni, ma poi data la mancanza della neve sono arrivate molte disdette. Reggono alcune nicchie di turistico specializzato, che non fanno grandi numeri, ma sono comunque da tenere in considerazione. Il turismo sportivo, ad esempio: in questi giorni soggiornano a Castelnovo due squadre nazionali della Federazione Sport Sordi Italia, con la quale Castelnovo ha rinnovato per tre anni il ruolo di Centro federale nazionale. E poi ci sono anche degli appassionati di presepi, che ad esempio vengono per visitare il museo di Gazzano con le rappresentazioni della natività di Antonio Pigozzi, che ormai fa parte di importanti circuiti nazionali dato che queste natività sono state utilizzate anche in alcune scene di film di successo, di Ficarra e Picone o di Leonardo Pieraccioni».

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