La dynasty dei Pezzi a raduno
Oltre sessanta componenti della famiglia di Massenzatico si sono riuniti al ristorante. «In queste occasioni condividiamo ricordi nel nome del nostro capostipite Emilio»
Reggio Emilia Più di sessanta persone a tavola, tra figli nipoti e pronipoti: un’occasione per condividere ricordi, aneddoti e la propria storia, alla quale ha dato inizio il capostipite della famiglia: Emilio Pezzi.
Si sono ritrovati al ristorante Ca’ Longa di Rivalta, rinnovando la tradizione, come prima della pandemia, i componenti della famiglia Pezzi: un nucleo numeroso dai grandi valori cattolici, originario di Massenzatico, dove Emilio Pezzi e la moglie Alcida Ronzoni si stabilirono molti anni fa. Da allora la famiglia si è ampliata moltissimo, fino a superare i sessanta componenti.
Il pranzo è stato anche l’opportunità per rileggere il racconto della vita di Emilio, che scrisse le sue memorie, intitolate “Ricordi del tempo antico di Emilio Pezzi”, nel 1989, poco prima di morire.
«Le sue parole sono state una testimonianza preziosa per tutta la famiglia, che ha potuto conoscere meglio la propria storia », confida Emanuela Pezzi, nipote di Emilio, la quale, con Sabrina, organizza ritrovi della portata del pranzo, grazie anche all’utilizzo del gruppo Whatsapp con cui la numerosa famiglia si tiene in contatto.
I Pezzi abitano tutti a Reggio Emilia: alcuni ancora a Massenzatico, altri in città, dove il papà di Emanuela, Andrea, fondò con il fratello Achille l’autoscuola Pezzi, un’istituzione per Reggio Emilia.
«Io abito ad Albinea: nella stessa casa abitano anche alcuni miei cugini – aggiunge Emanuela Pezzi –. Abbiamo ricevuto tante adesioni all’ultimo pranzo e anche nelle precedenti occasioni. L’ultima volta, uno dei miei zii ha completato l’albero genealogico e ci ha consegnato un foglio in cui ogni componente della famiglia doveva scrivere il nome dei parenti. Il nonno, poi, ha scritto delle bellissime memorie: qui sono raccontate le due guerre e tutta la storia dei sette figli e della sua vita».
«Il nonno aveva la terza elementare, ma era appassionato di opera – specifica EmanuelaPezzi –. Nelle memorie racconta che al pomeriggio, da Massenzatico, andava in bicicletta al Teatro Valli per assistere agli spettacoli. Il nonno, inoltre, tramite i suoi scritti ci tramanda i ricordi della sua infanzia: lui e i suoi fratelli già da piccolissimi lavoravano nei campi e l’unico svago era il trovarsi la sera, soprattutto d’inverno, quando faceva freddo e loro raggiungevano il posto più caldo della casa, la stalla, per assistere alle partite a carte dei genitori. La nostra è sempre stata una famiglia molto legata alla terra, alla sua lavorazione e ai prodotti che ne derivano. Questa passione ci accomuna ancora oggi: molti di noi hanno l’orto, o la vigna... Quanto ci ha insegnato la nostra famiglia rivive in questi nostri gesti».
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