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Affitti in nero agli universitari, controlli su duemila fuorisede

Evaristo Sparvieri
Affitti in nero agli universitari, controlli su duemila fuorisede

In campo la Finanza: 1.930 studenti con posizioni sospette

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Reggio Emilia Quasi duemila studenti fuorisede su cui si addensano sospetti, fra i quali anche 147 universitari reggiani. È il primissimo bilancio di una serie di controlli mirati messi in campo dal comando regionale della Guardia di Finanza, dall’Agenzia delle Entrate, dalla Regione, dalle università emiliano-romagnole e dall’Agenzia Regionale per il Diritto agli Studi Superiori - Er.Go, firmatari un patto antievasione che ha lo scopo di contrastare il fenomeno degli affitti “in nero”, in particolare quelli degli universitari fuorisede.

Il metodo

Un’azione congiunta dei diversi soggetti istituzionali coinvolti, che avviene attraverso lo scambio reciproco di informazioni, per arginare e porre un freno a quella che viene definita «una tematica particolarmente sentita», anche alla luce delle «difficoltà incontrate dagli studenti fuorisede nel reperire sistemazioni a prezzi “accessibili”», correndo al contrario «il rischio di restare intrappolati nella “giungla” delle locazioni irregolari che spesso favoriscono l’insorgere di sacche di degrado». Due sono le direttrici su cui si articolano le verifiche: più peso all’analisi dei dati e meno controlli a tappeto, attraverso l’elaborazione di specifiche analisi di rischio che – mediante l’incrocio dei dati informatici sulle registrazioni dei contratti, sulle iscrizioni negli atenei, sulle utenze domestiche e sulle richieste alle Asl per il medico di base – hanno permesso di selezionare situazioni definire «anomale» e «degne di approfondimento, al fine di smascherare quei proprietari di case che sfruttano gli studenti e non pagano le tasse».

I numeri

In particolare, negli atenei emiliano-romagnoli che finora aderiscono a questo progetto – oltre ad Unimore, l’Alma Mater di Bologna, l’ateneo di Ferrara e quello di Parma – sono emerse complessivamente 1.930 posizioni sospette, sui cui sono in corso ulteriori accertamenti per verificare la regolarità del contratto di affitto stipulato. Fra questi, ci sono anche quei fuorisede che hanno scelto la nostra città per compiere gli studi universitari. Nel dettaglio, a Reggio Emilia sono 15.649 i fuorisede (circa la metà rispetto ai 29.210 fuorisede di Modena) e sono invece 147 gli studenti senza un contratto registrato finiti nella rete della Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate. A Modena sono 1.007 le posizioni sospette, a Ferrara sono 145, mentre a Bologna sono 621 (su 343.432 fuorisede).

Le lettere

«In questi giorni i reparti della guardia di finanza stanno procedendo all’invio agli studenti (tramite raccomandate seguite da comunicazioni via posta elettronica) di specifici questionari per acquisire le informazioni utili per svolgere gli approfondimenti necessari all’individuazione di eventuali irregolarità», spiegano dal comando regionale delle Fiamme Gialle, ricordando come la fase repressiva sia accompagnata anche da una campagna di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno.

«In particolare dopo la divulgazione, avvenuta lo scorso mese di ottobre, sui siti istituzionali degli atenei regionali, di un vademecum dal titolo “Guida Affitti” (redatto anche con il contributo della Regione e di Er.Go.) sono state realizzate, grazie ad una proficua collaborazione con l’Università di Bologna, delle stories Instagram e un videoclip caratterizzati da ritmo dinamico, formato e linguaggio visivo rivolto ai giovani che saranno resi disponibili sui social network più frequentati dagli studenti. Lo scopo è quello di fornire, utilizzando un approccio informale e spontaneo, preziose indicazioni su come utilizzare al meglio incentivi e opportunità spesso poco conosciute come benefici fiscali, agevolazioni regionali o particolari tipologie contrattuali».

Le borse di studio

Gli affitti in nero, tuttavia, non sono l’unica piaga su cui è impegnata la Finanza. E nella rete dei controlli sono finite anche le borse di studio e i requisiti per ottenerle, «dal momento che si stanno anche attenzionando le varie misure di sostegno economico offerte dai diversi enti regionali e comunali, nonché dagli atenei, nei confronti degli studenti universitari, ed erogate su base concorsuale». Anche in questo caso, i controlli sono condotti in collaborazione con l’Agenzia Regionale Er.Go, con la quale «è stata avviata una specifica metodologia di analisi dei dati contenuti nelle richieste di borse di studio al fine di riscontrare l’effettivo possesso dei requisiti richiesti per ottenere i benefici economici».

Controlli che hanno portato ad ottenere già risultati: «Sono state individuate le posizioni di numerosi soggetti stranieri tutti iscritti agli atenei di diverse province della regione e, soprattutto, a quello di Bologna, che avrebbero presentato documentazione falsa, riguardante sia la posizione economica (equivalente dell’attestazione Isee certificata dal Consolato del Paese di origine), sia quella anagrafica (contratto di locazione immobiliare). Questa collaborazione – concludono dal comando della Finanza – ad oggi ha già permesso ad Er.Go di revocare finanziamenti per 350mila euro, in un contesto di benefici indebitamente percepiti pari a circa un milione di euro». l


 

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