Pestati e minacciati dal branco (anche via Instagram): un 28enne arrestato e quattro denunciati
Due di loro sono minorenni. Devono rispondere di lezioni personali aggravate e di rapina
Scandiano Accerchiati dal branco, minacciati, presi a calci, pugni e poi minacciati con storie su Instagram per intimorirli al fine di evitare di essere denunciati. Le due giovani vittime, poco più che ventenni, usciti per passare un sabato sera tra amici, si sono ritrovati a vivere un incubo. Hanno subito una brutale violenza da parte di una “gang giovanile”: un gruppetto di bulli che si sono accaniti su di loro con minacce, percosse, arrivando persino a rapinare uno dei due giovani.
I fatti risalgono alla notte tra sabato 14 e domenica 15 gennaio scorso e sono avvenuti a Scandiano. I responsabili sono stati identificati dai carabinieri della Tenenza di Scandiano. La Procura, diretta da Calogero Gaetano Paci, concordando con le risultanze investigative ha richiesto e ottenuto dal gip del Tribunale di Reggio Emilia, l'applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di un 28enne residente a Casalgrande, ritenuto capo della gang, e due misure cautelari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’obbligo di dimora notturno nei confronti di due 19enni residenti a Scandiano. Due minorenni sono stati denunciati per concorso negli stessi reati contestati agli altri tre, ovvero rapina e lesioni personali aggravate. I provvedimenti, di natura cautelare, sono stati eseguiti dai carabinieri scandianesi.
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, i due aggrediti, la notte tra il 14 e il 15 gennaio, erano usciti per trascorrere un tranquillo sabato sera fra amici, recandosi presso il locale “Dada Bar” di Scandiano. Quindi la violenta aggressione a opera del branco che, a seguito di un diverbio nato per futili motivi, dopo aver minacciato le vittime con una bottiglia di vetro in mano, sono passati alle vie di fatto, pestandoli con calci e pugni, lanciando loro addosso bottiglie in vetro, continuando l’escalation di violenza nonostante le giovani vittime li supplicassero di smetterla.
A mettere in fuga il gruppo di aggressori, e porre in salvo i due giovani, è stato un cittadino che, sentendo le urla e assistendo al pestaggio, ha intimato agli aggressori di smetterla e ha chiamato i carabinieri. La banda è fuggita prima dell’arrivo dei militari ai quali i due aggrediti hanno riportato quanto accaduto. Al ragazzo rapinato sono stati presi il portafogli, il telefono cellulare e le chiavi della macchina.
«Pensavo di morire poiché dalle percosse sono caduto a terra, ma, nonostante ciò, continuavano a picchiarmi. Non si fermavano, sono arrivato anche a supplicarli di smettere», queste le parole di una delle due vittime ai carabinieri intervenuti sul posto. I due ragazzi hanno rimediato una prognosi di una decina di giorni ciascuno per gli importanti traumi riportati nell’aggressione.
Nei giorni successivi, come potuto accertare anche dai carabinieri di Scandiano, uno degli aggressori tramite il social network “Instagram” pubblicava delle storie contenenti minacce rivolte alle vittime al fine di intimorirli e farli desistere dallo sporgere denuncia.
Le indagini dei carabinieri di Scandiano supportate da concordi testimonianze, e dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza del Comune, hanno consentito di individuare e identificare i tre aggressori.
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