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«Il Bosco di paese lo faremo altrove. Abbiamo raccolto tante adesioni»

«Il Bosco di paese lo faremo altrove. Abbiamo raccolto tante adesioni»

I volontari dopo il “no” della Curia per l’area accanto alla chiesa

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Campegine «Il bosco di paese si farà. In un’altra area, ma si farà». Lo garantiscono sorridendo i volontari mentre distribuiscono piante e arbusti ai cittadini. Quelle piante e quegli arbusti che avrebbero dovuto essere piantati nel campo che si trova tra la chiesa e il viale del cimitero, a due passi dal municipio, dando vita al bosco urbano.

Il “no” categorico della Curia – proprietaria del terreno – incassato dopo un anno di lavoro al progetto e diversi tentativi di trovare una soluzione soddisfacente per tutti, non ha spento l’entusiasmo dei volontari, che ieri, in occasione della “Festa di primavera” organizzata dalla Pro loco Campegine Viva con il patrocinio del Comune, hanno regalato ai cittadini non solo piantine da mettere a dimora nei cortili, ma anche un’idea di paese da coltivare tutti insieme.

«Quando abbiamo iniziato a parlare del Bosco di paese – raccontano Elisa Fabbi e Filippo Ghirardini, ideatori del progetto – abbiamo raccolto tantissime adesioni da parte dei nostri concittadini: c’è stato chi si è unito al gruppo di volontari, chi ha dato la propria disponibilità a impegnarsi per la manutenzione dell’area o per le attività che avrebbero ruotato attorno al bosco, chi ha iniziato a seguirci sui social. Non volevamo che l’opposizione della Curia, che in ultimo ha deciso di non mettere a disposizione il terreno, facesse disperdere tutto questo interesse e questa voglia di fare».

Ieri, quindi, hanno allestito una bancarella davanti al municipio – con vista sul prato stabile che fino a qualche mese fa si pensava avrebbe potuto essere trasformato in bosco – e hanno trovato una famiglia per oltre duecento piante.

«Le avevamo ottenute dalla Regione attraverso il bando “Mettiamo radici per il futuro” per creare il bosco, ma abbiamo deciso, intanto, di portare il bosco dentro i cortili delle case. Quando avremo trovato un altro terreno su cui realizzare il nostro progetto, prenderemo altre piantine dalla Regione, che continua a rinnovare il bando per rendere le città e i paesi sempre più verdi, e pianteremo quelle».

L’iniziativa è piaciuta tantissimo, e le piantine (tutte specie autoctone, dal ligustro alla sanguinella, ma anche rosa canina, pero selvatico, nocciolo, gelso, solo per citarne alcune) sono andate a ruba.

L’adozione è stata ufficializzata con un certificato «per responsabilizzare le persone a prendersi cura delle piante e, così facendo, anche del pianeta».

Contentissimi i bambini, che dopo aver scelto la propria piantina si sono allontanati sventolando orgogliosamente il foglietto, ma anche gli adulti, rassicurati dai volontari: «Abbiamo ricevuto diverse proposte per realizzare il bosco su altri terreni e le stiamo valutando. Dovremo modificare il progetto, ma Campegine avrà il suo bosco di paese».l


 

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