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L’ex direttore dell’Ausl Nicolini si candida come consigliere comunale

Serena Arbizzi
L’ex direttore dell’Ausl Nicolini si candida come consigliere comunale

Il medico in pensione in campo a sostegno di Fabio Test, espressione del Centrosinistra

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Correggio Il dottor Fausto Nicolini si candida come consigliere comunale, da indipendente nella lista del Pd, a sostegno della corsa a sindaco di Fabio Testi, espressione del Centrosinistra. L’ex direttore generale dell’Ausl, medico pediatra, ora in pensione, figlio di Germano Nicolini, il Comandante Diavolo, scende in campo «perché sono affezionato alla città in cui sono nato e spero di poter essere utile alla comunità. Non ho mai fatto attività politica e non sono iscritto a nessun partito, anche se, naturalmente, ho le mie idee, ma ho ricoperto più incarichi nelle istituzioni e nel volontariato. Mi è stato chiesto di dare una mano: lo interpreto più come un impegno civico».

A quali ideali si ispira?

«I miei valori sono quelli fondamentali di un partito scomparso prima che io nascessi, il Partito d’Azione, soprattutto quella componente che si chiamava “Giustizia e libertà”, perché una vera società democratica aperta penso debba trovare bilanciamento tra giustizia sociale e libertà individuale».

Cosa pensa le avrebbe detto il suo papà di fronte all’eventualità di candidarsi?

«Mio padre è sempre stato per la riconciliazione, l’ascolto, credeva nella democrazia in modo sincero. Credeva che in politica non ci fossero nemici, ma avversari con cui confrontarsi e difendeva i valori della Costituzione. Lui mi avrebbe ascoltato e penso avrebbe condiviso questa scelta. Lo stesso mia sorella. In più, c’è una sorta di lato affettivo che mi lega a questa candidatura. Mio padre era collega nella cooperazione e grande amico di Renzo Testi, padre di Fabio. E mia sorella, giovanissima, venne eletta consigliera comunale a Correggio, quando era sindaco Renzo Testi».

Quali sono i suoi propositi da consigliere comunale?

«Gli amministratori locali sono i più vicini alla gente, devono saper ascoltare e leggere i bisogni delle persone, garantire disponibilità, serietà e coerenza. Ho deciso di non tirarmi indietro perché vedo una minaccia generale alle conquiste sociali che sono state fatte, al ostro sistema di welfare, soprattutto sanità e scuola pubblica. Questa minaccia arriva da lontano, ha un suo pensiero legittimo dietro, ma che non è il mio e la parte con più visione sociale deve impegnarsi perché questi diritti vengano tutelati. C’è una spinta verso un individualismo estremo, una sorta di darwinismo sociale che sta tornando in cui nell’incertezza ognuno pensa per sé, mentre noi abbiamo bisogno di una società aperta, solidale e inclusiva».

In tema di sanità, il 17 aprile, riaprirà il Pronto Soccorso del San Sebastiano: il Centrodestra ha detto «che un’amministrazione forte e non commissariata» avrebbe potuto perorarne le cause contro la chiusura prolungata.

«La realtà e il contesto della sanità sono molto più complessi. Il sistema sanitario nazionale purtroppo non ha trovato grandi difensori, negli ultimi anni, e c’è stato un progressivo definanziamento della sanità pubblica: ci sono problemi di organizzazione, risorse e sicurezza. La conferenza territoriale socio-sanitario l’ho frequentata, i sindaci li ho visti all’opera. Molti problemi sono stati discussi e non si risolvono con affermazioni generiche. Credo che la sanità non dovrebbe essere un campo di battaglia per le polemiche politiche, ma se proprio lo si vuole fare, prima bisogna dichiarare da che parte si sta e se questo sistema lo si vuole potenziare o smantellare». 


 

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