El Parmegiano, Reggianito e tutti i falsi del re dei formaggi
Il mercato estero assorbe il 47% della produzione di Parmigiano Reggiano, ma le esportazioni sono ostacolate dalle ancora numerose contraffazioni
Reggio Emilia Il 2022 ha segnato i massimi storici per le vendite del Parmigiano-Reggiano anche sul mercato estero, che è arrivato ad assorbirne (in valore) il 47%, due punti in più rispetto al 2021, cioè – in peso – 64mila tonnellate su 156mila. Ciononostante le esportazioni continuano ad essere ostacolate dalle contraffazioni del “formaggio più imitato nel mondo”, contro le quali prosegue l'attività di vigilanza al commercio che il Consorzio svolge senza sosta.
Finto Parmigiano
Si stima che la loro produzione superi almeno di dieci volte quella del vero Parmigiano Reggiano esportato. La fantasia dei falsari va oltre le collaudate diciture “Parmesan” e “Reggianito”: ci sono anche “Parmesano”, “Parmesa” (in Brasile), “El Parmegiano” (in Argentina), “Parmezanom” (in Ucraina), “Ryazano Regiano” (in Russia) o “Parmina” (in Brasile). Addirittura “Reggio” (in Indonesia), forse per valorizzarne la provenienza o semplicemente perché è un immediato richiamo all’italianità del prodotto che conserva parte del nome originale.
False etichette
Non mancano nemmeno le etichette fasulle Parmigiano Reggiano. Solo lo scorso anno sono state effettuate ispezioni nelle strutture commerciali di 67 città di 47 nazioni, sia interne sia esterne all'Unione europea. Sono stati controllati 1083 campioni di prodotto – confezionati sia nella zona d'origine sia direttamente dai punti vendita – con la denominazione Parmigiano Reggiano o con una delle tante che la evocano. Ne sono stati prelevati 723, la maggior parte dei quali in formato grattugiato.
I controlli
Il laboratorio del Consorzio li ha presi in consegna per sottoporli alle analisi finalizzate a verificarne l'autenticità. Il controllo è stato compiuto ancora in collaborazione con la società Mintel, tramite la quale si è potuto accedere ad un servizio via web che rende possibile visionare le immagini e tutte le informazioni riportate in etichetta. Si tratta di prodotti alimentari che possono essere venduti a scaffale per il lancio di nuovi prodotti nei punti vendita di 86 paesi nel mondo. Tali campioni vengono acquistati quotidianamente da Mintel e poi fotografati, catalogati e inseriti in un database che permette di fare molteplici ricerche con diverse parole chiave. Nel 2022 sono stati catalogati circa 213mila prodotti alimentari, di cui 22mila erano lattiero caseari. Di questi circa duemila utilizzavano la dicitura parmigiano reggiano o parmesan nell’etichettatura o come ingrediente o come denominazione di vendita.
I Paesi di vendita
Ne risulta che i principali paesi di vendita, per il lancio di nuovi prodotti o il cambio dell'etichettatura, sono l'Italia, la Francia e il Regno Unito per quanto concerne il Parmigiano Reggiano in sé o come ingrediente di altri prodotti. Quando invece la denominazione è Parmesan i principali paesi di vendita sono al di fuori dell'Unione Europea. Si tratta di Stati Uniti, Brasile e Australia. Tra i marchi con cui viene offerto, sia come formaggio che come ingrediente, si segnalano Nestlé, Aldi e Kraft. Griffshiel, società leader nella tutela del brand online, ha fornito un servizio di monitoraggio e rimozione degli annunci di vendita illeciti riguardanti le contraffazioni vendute sulla rete. Grazie a questo sistema il Consorzio ha potuto verificare migliaia di link distribuiti tra piattaforme informatiche, negozi online, domini, social e blog.
Gli abusi
Nel corso del 2022 sono stati confermati 4742 abusi (580 per parmesan e 4162 per Parmigiano Reggiano). I principali illeciti si sono concentrati nelle piattaforme informatiche. In Italia sono stati eseguiti circa 1300 sopralluoghi in 69 province. Sono stati controllati quasi quattromila prodotti, di cui tremila di Parmigiano Reggiano e 780 che lo contenevano. Gli interventi sono stati fatti in sinergia con i funzionari delle repressioni frodi, dei Nas di Parma e dei carabinieri del nucleo agroalimentare, con risultati importanti per quanto riguarda la produzione in caseificio, un ambito precluso agli agenti vigilatori. Inoltre sono stati effettuati 25 campioni legali, soprattutto nel formato grattugiato, che sono stati mandati per le analisi di conformità a Modena al Laboratorio dell'Istituto Centrale Qualità Repressione Frodi del ministero dell'Agricoltura.
La “grana” del Lisozima
Due campioni di grattugiato, preparati dal punto vendita, sono risultati positivi al lisozima, un conservante derivante dall’uovo (che rappresentando dunque un rischio per le persone che ne sono allergiche). È stata quindi avviata la notifica di reato per frode in commercio presso la procura competente. In seguito all’attività di vigilanza si è proceduto a 19 contestazioni amministrative, 21 diffide, 5 notifiche di reato e 11 sequestri amministrativi.
Vertenza film “Toscana”
Nei mesi scorsi, al produttore e al distributore del film “Toscana” (oltre alla piattaforma streaming Netflix su cui è disponibile) è arrivata una lettera di diffida che contestava la violazione della DOP Parmigiano Reggiano nelle scene in cui il celebre formaggio Parmigiano Reggiano viene presentato come prodotto all’interno di caseifici toscani, in contrasto con quanto previsto nel relativo disciplinare di produzione.
Nell’ottica di risolvere la controversia, i destinatari hanno avviato una negoziazione che ha portato alla conclusione di un accordo con il Consorzio (sottoscritto in data 14-15 settembre 2022) in forza del quale – tra le altre cose – il produttore si è impegnato a oscurare le scene del film in questione contestate dal Consorzio e a far sì che il film venisse sostituito sulla piattaforma Netflix da una nuova versione del medesimo approvata dal Consorzio (previo oscuramento delle scene contestate).
A seguito della sottoscrizione di tale accordo, la vertenza si è chiusa.l
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