Fra l’amore e la follia, i perché di un classico
Il progetto Fuoriclasse all’istituto Matilde di Canossa: «Noi del liceo coreutico insieme a quelli delle scienze umane abbiamo analizzato il messaggio del balletto “Giselle”»
Reggio Emilia Al liceo Matilde di Canossa di Reggio Emilia, grazie al progetto dal titolo “Conferenza spettacolo. La danza tra amore e follia. Giselle”, è stato possibile l’incontro tra gli studenti dell’indirizzo coreutico e quelli dell’indirizzo per le scienze umane in un percorso che ha avuto come collante la danza, che ancora una volta si è dimostrata un’arte capace di svelare se stessi.
Il progetto “Conferenza-spettacolo. La danza tra amore e follia. Giselle” nasce dall’incontro di due diversi indirizzi di studio all’interno dell’istituto Matilde di Canossa e dalla volontà da parte degli studenti e dei docenti dell’indirizzo coreutico di far conoscere la bellezza della danza, insieme ai molteplici aspetti che la compongono, tramite l’analisi del celebre balletto Giselle.
A guidare i partecipanti di questo percorso sono stati, in primis, la professoressa Roberta Leo (docente di tecnica della danza classica e di storia della danza e coordinatrice del progetto) e i docenti pianisti accompagnatori per la danza Loris Leoni e Ciro Nacci. Fondamentali per questa iniziativa sono stati anche la dottoressa Liliana Cappuccino (archivista della Fondazione Teatri di Reggio Emilia), la dottoressa Renata Savo (giornalista, addetto stampa e critico di danza e teatro), la dottoressa Gaia Clotilde Chernetich (dramaturg di danza) e il maestro Arturo Cannistrà (regista e coreografo), che grazie alle loro competenze hanno donato ai ragazzi punti di vista diversi rispetto alla danza.
In particolare, questo progetto affronta il balletto Giselle chiedendosi perché esso sia sempre stato riproposto da grandi coreografi nel corso del tempo. Il progetto si è concluso con la messa in atto di una conferenza-spettacolo aperta al pubblico nell’aula magna dell’istituto, il giorno 29 marzo.
Ad aprire la conferenza sono stati due riadattamenti coreografici dal I atto del balletto Giselle: il “Valzer dei contadini”, danzato dagli allievi della classe 3K indirizzo contemporaneo, e la “Variazione di Giselle”, interpretata da un’allieva di 5K. In seguito gli allievi della classe 3K indirizzo classico hanno guidato il pubblico in una riflessione sulle tematiche contemporanee presenti nel I atto. Sono stati eseguiti, poi, i riadattamenti provenienti dal II atto della “Variazione di Albrecht”, messa in scena da un allievo della classe 3K, e della coreografia di corpo di ballo delle “Villi”, eseguita dalle studentesse della classe 5K indirizzo classico.
Anche questi estratti del II atto sono stati commentati, questa volta dalle allieve della classe 5K indirizzo contemporaneo. A concludere questo spettacolo sono stati gli studenti dell’indirizzo di scienze umane che hanno mostrato al pubblico il lato psicologico di questo balletto tramite gesti semplici. Anche gli allievi di scienze umane hanno concluso con un breve commento con il quale hanno condiviso la loro esperienza.
La domanda che ha mosso tutti i partecipanti è stata “perché ancora Giselle?” (dal testo del critico giornalista di danza Vittoria Ottolenghi). Perché un balletto che nasce nel 1800 è stato spesso ripreso da coreografi contemporanei di fama mondiale? Questo progetto si è impegnato a scoprirlo e proprio per questo gli studenti del liceo coreutico sono stati affiancati dai ragazzi dell’indirizzo delle scienze umane, che sono stati incentivati a riflettere sulle azioni del balletto in una chiave contemporanea.
Nasce così una rete di scambio tra i due indirizzi: da una parte abbiamo gli studenti di scienze umane, che tramite il loro vissuto offrono un approccio psicologico dei personaggi e delle tematiche di Giselle, dall’altra abbiamo gli allievi dell’indirizzo coreutico, che esprimono tutto ciò con il gesto e con la danza.
Grazie a questo progetto è stato possibile realizzare come il mondo della danza si colleghi, in realtà, al mondo reale.
Un mondo in cui l’amore può portare alla follia, alla disperazione e alla morte, proprio come accade nel balletto Giselle, dove la protagonista muore dopo aver scoperto che l’uomo di cui era innamorata in realtà era promesso in matrimonio a un’altra donna.
In questo progetto la danza diventa il collante tra due approcci diversi.
Questa arte si rivela, quindi, uno strumento per capire gran parte del nostro mondo contemporaneo, a prova del suo grande potere espressivo.
Ancora una volta, come nel passato, lo studio sia pratico che teorico della danza è stato mezzo di unione e scambio e proprio per questo l’istituto Matilde di Canossa si impegna a promuoverne il valore, rendendola un’arte per tutti.l
Elena Sassi
classe 3K coreutico
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