Guidava l’auto della strage di Gaida, Orjol Lame è libero e si trova in Albania
Il Riesame respinge la richiesta di carcerazione, l’esito della perizia stabilirà se il 32enne sia imputabile. Nell’incidente del 30 ottobre scorso persero la vita la compagna, il figlioletto e i due fratellini di lei
Reggio Emilia Orjol Lame, il conducente dell’auto della strage di Gaida, a causa della quale, lo scorso 30 ottobre, hanno perso la vita la compagna Shane Hyseni, 22 anni, il figlio letto Mattias di un anno e mezzo e i fratelli della donna, Resat e Rejanam 11 e 9 anni, è tornato in Albania.
Il Tribunale del Riesame ha rifiutato la richiesta di carcerazione presentata in appello dal pubblico ministero Marco Marano, così come contestualmente è stata presentata la memoria difensiva dell’avvocato difensore Giuseppe Caldarola.
La carcerazione era stata richiesta quando l’ospedale di Correggio, l’ultimo in cui è stato ricoverato Lame, ha comunicato che il paziente sarebbe stato dimesso. Il pm Marano aveva chiesto la misura cautelare per il pericolo di fuga e la reiterazione del reato. Il giudice Andrea Rat aveva rigettato la richiesta motivando la decisione con un’ordinanza copiosa. La Procura aveva, quindi, presentato ricorso, ma il Riesame, presieduto da Rocco Criscuolo, ha respinto la richiesta. Di conseguenza, Lame è un uomo libero. I famigliari - nello specifico il fratello e i genitori - sono andati a prenderlo all’ospedale di Correggio. L’uomo si trova sulla sedia a rotelle e parla a fatica. I parenti lo hanno accompagnato in Albania.
Le prossime settimane saranno fondamentali per conoscere l’esito della perizia sulle condizioni fisiche e neurologiche: l’accertamento sarà effettuato dal dottor Moreno Lusetti, nominato dal giudice Rat. È aperta, infatti, la questione della sua imputabilità. Il perito avrà il compito di valutare “l’effettiva capacità di partecipare coscientemente al giudizio” del 32enne e se Lame non sarà ritenuto imputabile svanirà la possibilità del processo penale.
Il conducente della Fiat Stilo è risultato positivo alla droga. Lame, inoltre, ha vari precedenti specifici. Su di lui pendeva anche un decreto di espulsione, non si sarebbe nemmeno dovuto trovare in Italia, quindi. In più, la Fiat Stilo era senza assicurazione e senza revisione. La macchina, con a bordo la compagna, il figlioletto della coppia e i fratellini di lei, si è schiantata ad alta velocità contro un casolare sulla via Emilia a Gaida.
La strage ha destato profondo scalpore e ha fatto piombare nel dolore l’intera città e non solo. Tantissimi, alla camera ardente e al funerale, hanno reso omaggio commossi a quelle quattro bare allineate, stringendosi in u grande abbraccio ai famigliari delle vittime, rientrati anch’essi in Albania poco dopo il terribile incidente. Famigliari che non hanno mai smesso di chiedere giustizia per i propri cari che hanno perso la vita nello schianto mortale il 30 ottobre dello scorso anno.
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