Il pianeta Generazione Z si fa conoscere alla città
Il progetto Fuoriclasse al liceo coreutico del Canossa. Il corpo dei danzatori trasportato in luoghi inconsueti, progetto in collaborazione fra i licei Canossa e Chierici di Reggio Emilia.
Reggio Emilia Abbiamo sentito ultimamente parlare di “Generazione zeta” ma non tutti sappiamo esattamente di cosa si tratti. Con questa definizione si intende la generazione dei nati tra il 1997 e il 2012, primi a non aver conosciuto un mondo senza tecnologie. Sì esatto, stiamo parlando di quei ragazzi che, a sentire gli adulti, non concluderanno mai nulla nella vita.
E se si sbagliassero? Se non fossimo solo eterni bambini che vivono in un mondo digitale?
Effettivamente, in base agli studi, la nostra generazione dovrebbe modificare in modo drastico il futuro, più di qualsiasi altra generazione passata e, come un’ultima lettera dell’alfabeto, la Zeta, dovremmo ripartire daccapo.
È necessario raccontare al mondo chi siamo.
A questo proposito è stato ideato per noi il progetto “Generazione Z-Fluidità urbana”, un progetto che unisce gli studenti del Liceo Coreutico Matilde di Canossa a quelli del Liceo artistico Gaetano Chierici. Il progetto e il coordinamento sono della professoressa Erika Colaci.
Gli studenti delle classi 5A e 3A del liceo artistico Chierici stanno progettando e realizzeranno costumi, insieme ad oggetti di scena, che verranno indossati e utilizzati dagli studenti della classe 4K del liceo coreutico Matilde di Canossa.
I danzatori del coreutico utilizzeranno il proprio corpo come strumento per permettere agli spettatori di approfondire la conoscenza di questo “ strano pianeta dei ragazzi generazione Z”, e lo faranno proprio attraverso la danza.
Il coordinamento della progettazione dei costumi è affidato alla professoressa Marilena Soncini e la realizzazione dei costumi stessi a Nuvia Valestri.
Il laboratorio artistico per la realizzazione degli oggetti scenografici è coordinato dal professor Francesco Damiani.
I ragazzi danzeranno anche sul brano “riparto da Z”, cantato da Murubutu (il professor Alessio Mariani) insieme ad alcuni studenti del liceo Canossa su musiche originali di Ciro Nacci e la classe 4G del liceo Chierici, coordinata dalla professoressa Katiuscia Incarbone si occuperà della documentazione fotografica.
I testi sul tema della generazione Z sono scritti e registrati in podcast dagli studenti dei due licei e diventano lo spunto per la costruzione delle coreografie, coordinate dai docenti di danza professori Federica Campanaro, Francesco Arduino Leone con la collaborazione registica del maestro Arturo Cannistrà.
L’evento finale avverrà il prossimo 6 maggio sotto forma di performance urbana, un site specific che attraverserà delle tappe nella città di Reggio Emilia, luoghi in cui i ragazzi si raccontano attraverso spazi per loro identificativi.
Da evidenziare nel progetto l’ apporto di docenti di varie discipline: Ilaria Del Bue, Danilo Costi, Maria Rita Gadaleta, Grazia Lanzara, Maria Lucarelli, Silvia Sottofattori.
Ora la domanda sorge spontanea: «Che cos’è un site specific?».
Si tratta di un intervento artistico-danzato, pensato per essere inserito in un preciso spazio; a volte questi “luoghi” possono essere definiti da elementi urbani o degradati, come semplici bidoni o muri con graffiti.
Danzare in site specific non è consueto, in luoghi apparentemente non adatti alla danza, può essere estremamente difficile, ma nello stesso tempo stimolante.
In questa modalità la danza diventa un evento urbano, in relazione con una nuova percezione dello spazio e dell'architettura e può essere accessibile a chiunque.
Personalmente, come studentessa e danzatrice coinvolta, penso che mettersi in gioco sia tanto divertente quanto interessante e che si tratti di un’opportunità per uscire dalla propria zona di comfort.
Credo che questo lavoro possa raccontare attraverso diversi linguaggi, scrittura, grafica, danza, foto, costume e musica la nostra generazione che spesso, non sentendosi capita, tende a chiudersi in se stessa e ad allontanarsi dal mondo esterno.
Anche da questo nasce il concetto di fluidità, un tema sul quale le domande degli adulti sembrano infinite: la generazione Z è una generazione che anche sul web si proclama fluida, non binaria, inserendo così la realtà vissuta in un concetto di fluidità totale, ma paradossalmente non vivendo sempre a pieno lo spazio concreto e sociale come può essere quello del proprio territorio urbano.
Ecco che la danza diventa il tramite per scoprire se stessi come cannocchiale sul mondo intorno a noi verso gli altri.
Alessia Meatta
classe 4K coreutico
Performance site specific
• 6 maggio
ore 17 piazzale Luigi Roversi, piazza del Cristo, esterno biblioteca Panizzi
• ore 17.45 parco del Popolo, giardini Pubblici
• ore 19.00 skate park, piazzale Europa
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