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Il progetto #Fuoriclasse

Danza e fragilità, nessuno resta indietro

Nicole Forni
Danza e fragilità, nessuno resta indietro

Il progetto Fuoriclasse al liceo coreutico dell’Istituto Canossa. «Insieme a noi si cammina tenendosi per mano»

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Reggio Emilia Il progetto “Danza e Fragilità - crea lab”, a cura di Laura Matano, che ha visto coinvolte alcune classi del Liceo Matilde di Canossa dell’indirizzo coreutico e sei ragazzi con abilità differenti dell’istituto, si è svolto per la prima volta nel febbraio 2022. Laura Matano, direttrice artistica di Art Container (associazione e scuola di danza che collabora da parecchi anni con il G.A.S.T, il Coress, Il giardino del baobab e Città senza barriere di Reggio Emilia sul tema della disabilità), tornerà anche quest’anno come esperta esterna al Canossa, dopo il grande entusiasmo e ascolto ricevuto da parte dei ragazzi con abilità differenti e l’impegno e l’interesse dimostrati dalle allieve del coreutico alla proposta.

L’obiettivo sarà portare in scena, allo spettacolo di fine anno del liceo coreutico, qualche estratto dimostrativo dell’attività realizzata, per concretizzare anche sul palco l’inclusività promossa dall’istituto.

Quest’anno i ragazzi con abilità differenti saranno nove: i sei ragazzi dello scorso anno, i quali arricchiranno così il loro percorso precedente prolungando una bellissima esperienza, e tre nuovi ragazzi che invece vivranno qualcosa di totalmente nuovo, ma sempre accolti con il sorriso, per farli sentire a casa il più possibile.

Il progetto è attualmente finanziato dal Ministero tramite il bando “Piano delle arti” e coinvolgerà la classe 5K in un percorso di educazione civica, orientamento in uscita e Ptco.

Il progetto agli inizi ha “spaventato” un po’ tutte le allieve, compresa io, in principio piena di dubbi e preoccupazioni infondate, venute meno al contatto diretto con la disabilità.

Laura Matano tuttavia ha strutturato il progetto in maniera graduale e in modo tale che i ragazzi con abilità differenti potessero familiarizzare con le allieve, creando le condizioni per interagire gli uni con gli altri senza pregiudizi e andando oltre i propri limiti.

Ricorda ancora la prima volta che è entrata in sala: l’ondata di emozioni travolgenti, qualche lacrima scesa, senza essere trattenuta, perché era bello ed era giusto così. Poi l’apertura all’ascolto e la consapevolezza, già alla lezione successiva, che qualcosa era cambiato, attraverso un progetto capace di tirare fuori il lato più sensibile di ciascuno, sicuramente presente, ma che si tende a nascondere o a trattenere. E l’aver imparato a lasciarsi andare, qualcosa di molto complicato per i ballerini, fin da piccoli abituati a studiare delle tecniche ben precise, a seguire determinati schemi coreografici e conteggi, una rigidità messa alla prova dalla spontaneità, la genuinità di chi non aveva paura di sbagliare, non era intimorito, era sé stesso.

Quest’anno il progetto sarà una riscoperta per tutti quanti, una nuova partenza in cui non mancheranno divertimento e nuove emozioni. Un’esperienza di leggerezza e spensieratezza da portare sempre con sé e ricordare con il sorriso sulle labbra.l

Nicole Forni

classe 5K coreutico

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