«Sì al punto di primo intervento, ma non chiamatelo pronto soccorso»
Il chirurgo Fabrizio Aguzzoli sulla riapertura del pronto soccorso di Correggio, prevista il 17 aprile
Correggio «Non sono contrario alla riapertura diurna dell’emergenza urgenza dell’ospedale di Correggio. Non chiamatelo, però, pronto soccorso: è un punto di primo intervento». Così Fabrizio Aguzzoli, chirurgo oncologo del Santa Maria Nuova e consigliere comunale di Coalizione Civica in Comune a Reggio, commenta la riapertura dopo tre anni del pronto soccorso del San Sebastiano.
Aguzzoli ha partecipato ieri sera a Palazzo Principi a Correggio al dibattito dal titolo “Questa non è la sanità pubblica voluta dalla Costituzione” proprio sul pronto soccorso. Un incontro elettorale, in supporto alla Coalizione progressista “Si può fare” (M5s, Rifondazione comunista, lista civica Abc, Sinistra Italiana) che candida Giancarlo Setti.
Dopo una faticosa ristrutturazione e dopo un altrettanto faticoso reperimento del personale («una cooperativa ha vinto e un’altra è risultata esclusa, quest’ultima ha presentato un ricorso davanti al Tar ed è stato necessario attendere l’esito», aveva dichiarato l’ex sindaco Ilenia Malavasi), dopo Pasqua i correggesi riavranno il loro pronto soccorso (a partire da lunedì 17 aprile) ma con “paletti” che ricalcano quanto accaduto a Scandiano: il pronto soccorso funzionerà solo di giorno, dalle 8 alle 20; nessuna automedica di notte (attiva invece a Guastalla); medici a gettone.
Proprio sui “gettonisti” (che a Correggio saranno la quasi totalità, come a Scandiano) l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini era intervenuto per dire “basta” al ricorso massiccio, annunciando limiti all’esternalizzazione entro la fine di quest’anno.
«È la visione dei politici – ha commentato Aguzzoli riferendosi a Donini – I politici proclamano che riapriremo i pronto soccorso della montagna, quando sanno benissimo che i medici non ci sono: dovrebbero avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome». E, a proposito di nomi, Aguzzoli precisa. «Correggio ha una popolazione importante, sebbene si trovi a 10 km dall’ospedale di Carpi, la stessa distanza che divide Scandiano da Reggio. Chiudere ha un impatto sul consenso che nessun politico vuole pagare. Così come capisco i cittadini: un pronto soccorso vicino è un segno di attenzione, dà sicurezza, se potessimo averne uno in ogni quartiere sarebbe l’ideale, ma ovviamente non è possibile perché scontiamo errori di programmazione, sul personale e non solo, decennali».
«Canterò fuori dal coro com’è mia abitudine – ha detto un Aguzzoli controcorrente rispetto a Coalizione che critica la riapertura “dimezzata” – Sono favorevole alla riapertura diurna, mentre di notte è un’altra storia: sarebbe pericoloso senza una radiologia funzionante. Il punto di primo intervento è un pronto soccorso “minore”: non ha le strutture e le professionalità specialistiche del PS, ma è in grado di far fronte alle patologie lievi o medie, che comunque sono la gran parte». Alla domanda se indirizzerebbe a Correggio un familiare, la risposta è salomonica: «Dipende qual è il problema. Se un paziente è in arresto cardiaco a Correggio troverà un medico in grado di intervenire, ma è chiaro che per essere operato dovrà essere trasferito al Santa Maria Nuova. Gli ospedali di secondo e terzo livello non sono pensati per trattare il paziente acuto». l
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