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È iniziata la corsa dei reggiani all’acquisto di uova e colombe

È iniziata la corsa dei reggiani all’acquisto di uova e colombe

Forni e pasticcerie prese d’assalto per i tradizionali dolci pasquali

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Reggio Emilia Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi si suol dire. Siamo nei giorni del triduo pasquale e, come da tradizione, è periodo di riunioni familiari, o con amici e parenti vari. Sinonimo anche di grandi mangiate, soprattutto di dolci. E la tradizione continua a essere un must per i reggiani.

In queste settimane, e soprattutto negli ultimi giorni, pasticcerie, forni e imprese dolciarie sono stati presi d’assalto dai compratori last minute di colombe, uova pasquali e dolci vari. Lo confermano anche i titolari dell’attività “La Dolceria” di Nicola e Francesco Marino, due fratelli, che dal 2009 sono presenti a Sesso e che nel 2019 hanno aperto un locale anche a Cadelbosco Sopra.

Hanno mosso i primi passi partendo da un piccolo laboratorio di pasticceria, poi hanno rilevato un forno a Reggio e nel 2012 hanno aperto “La Dolceria”. I gestori dell’impresa, associata a Lapam Confartigianato, spiegano come in queste ore le loro vendite siano aumentate.

«Vediamo che i clienti optano ancora per il classico – afferma Nicola –: oltre alla solita colomba, va molto sempre l’erbazzone, intramontabile, ma osserviamo che chiedono spesso anche pani di grandi dimensione, probabilmente per pranzi con un numero di persone importante. Anche le uova pasquali hanno sempre il loro fascino: che la tradizione vince. Abbiamo assistito a un aumento delle vendite – prosegue il titolare –. Certo, non siamo sui livelli di Natale, per Pasqua la gente magari organizza viaggi e non rimane in città. Coloro che restano però vengono e ordinano molti nostri prodotti».

Situazione analoga anche al Forno Fratelli Rondini. Dal 2008 a Bagnolo in Piano, Raffaele Rondini e il fratello hanno ripreso quella che un tempo fu l’attività del nonno, offrendo prodotti artigianali alla clientela. «Ho iniziato a esporre le colombe un mesetto fa, ma le vendite grosse le ho cominciate a fare in questi giorni. E devo dire che in tanti, oltre alla tradizione, cercano qualcosa di innovativo, soprattutto nel gusto: molti non mi chiedono solo la classica colomba all’arancia, ma anche con qualche variazione di gusto, ad esempio cioccolato, frutti di bosco, amarena o albicocca. Sperimentano».

Inevitabilmente entrambe le attività hanno dovuto ritoccare i prezzi dei loro prodotti al rialzo, visti i rincari di energia e materie prime. «Abbiamo dovuto mettere mano ai nostri risparmi – conferma Nicola Marino –. Abitualmente spendevamo sui 2.400 euro al mese per l’energia: dopo i rincari per otto mesi abbiamo dovuto sborsare 6.000 euro al mese. Adesso siamo sui 3.500 mensili, meglio di prima ma rimane comunque alto. In tutto ciò siamo riusciti a mantenere i prezzi sostanzialmente in linea con quelli precedenti, aumentandoli solo di pochi centesimi perché aumentavano la farina e tutte le materie prime con cui li produciamo, e i clienti sono rimasti fidelizzati perché riconoscono la nostra qualità».

E anche Raffaele Rondini del forno Fratelli Rondini, associato Lapam Confartigianato, è sulla stessa lunghezza d’onda: «Per resistere mi sono visto costretto a rivedere i prezzi al rialzo, ma nonostante il mio piccolo aumento, alcuni costi li ho dovuti affrontare assorbendoli io. Prima spendevo annualmente circa 8.000 euro, adesso ho una spesa di 17mila euro. E io ho l’impianto fotovoltaico che mi ha aiutato. Il lievito mi è aumentato del 60% in praticamente un anno. Devo anche ringraziare i clienti, sia chiaro: qualcuno storce un po’ il naso visti gli incrementi, però mi sono rimasti fedeli e continuano a scegliere i miei prodotti, perché sono consapevoli che sono fatti con merce di qualità». l

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